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Verso le elezioni: le proposte dei partiti sulla cultura

Il 25 settembre saremo chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Ma quali sono le proposte dei principali partiti e coalizioni per quanto riguarda la cultura in Italia?

5 minuti di lettura

In genere, quando nel dibattito pubblico si parla di cultura, la retorica si spreca. Si dice che la cultura è il petrolio dell’Italia, che non si legge abbastanza, che bisogna partire dalle scuole, che c’è bisogno di una rivoluzione, ma, quando si tratta di venire ai fatti, quasi nessuno ha idea di come amministrare il settore della cultura. Per questo siamo andati a cercare tra i programmi dei maggiori partiti e coalizioni quali sono le proposte riguardo al mondo della cultura.

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Le proposte dei partiti per la cultura occupano, in tutti i programmi, una parte minuscola (lo spazio maggiore lo dedica la coalizione Azione-Italia Viva, con ben 4 pagine su 68). Tagliando fuori la retorica e la fuffa, rimane ancor meno.

Le proposte sulla cultura del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle vorrebbe porre al centro del sistema culturale, in una chiara ottica statalista, il Ministero dei beni culturali (che da più di un anno e mezzo si chiama Ministero della cultura). Questo significa un nuovo piano di assunzioni, limitando così appalti a società esterne, evitando però quello che viene chiamato “uso distorto dei volontari e dei lavoratori della cultura”.

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In casa centrodestra

Il centrodestra guarda invece alla cultura in un’ottica più sovranista. Dunque, spinge molto sull’associazione cultura-made in Italy-orgoglio italiano. Si parla (molto) genericamente di sostegno-tutela-valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale. Oltre a questo, la coalizione promette una maggiore valorizzazione del lavoro nel mondo culturale e un incentivo alla digitalizzazione del patrimonio (operazione già in atto ma vitale). Del resto, si può dire ben poco: «valorizzazione della Bellezza», «italiani all’estero come ambasciatori dell’Italia nel mondo» e «valorizzazione del made in Italy e delle eccellenze italiane». Le carenze del programma hanno spinto persino Vittorio Sgarbi a implorare il centrodestra di «non lasciare alla sinistra il tema della cultura».

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Il programma di Azione-Italia Viva

Matteo Renzi e Carlo Calenda cercano di puntare su proposte, seppur piacione, più concrete: ingressi gratis ai musei per famiglie con ISEE bassi, garantire un viaggio gratuito a Roma per tutti i minori di 25 anni e raddoppiare attraverso fondi statali ogni donazione fatta da privati a istituti culturali. A queste proposte vanno ad aggiungersi un sostegno agli istituti italiani di cultura nel mondo, la creazione di un fondo unico per la promozione culturale e finanziamenti per la carta stampata, oltre a una riforma del Tax Credit (per «evitare finanziamenti a pioggia»). L’ottica che propone il terzo polo vorrebbe un intervento molto leggero dello stato e facilitazioni per gli investitori privati.

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L’alleanza Verdi-Sinistra Italiana

All’estremo opposto sta invece la coalizione dei Verdi-Sinistra italiana, che vuole estirpare le privatizzazioni e la vendita di parti del patrimonio culturale. L’obiettivo della coalizione è quello di «preservare la bellezza», «petrolio dell’Italia» e di applicare quindi a pieno l’art.9 della costituzione.

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Le proposte sulla cultura del Partito Democratico

Secondo il PD, invece, la cultura dovrebbe essere ecumenica e aperta a tutti, presidio per un cambiamento di mentalità. Si tratta di diffondere, già a scuola, la cultura della legalità e l’accettazione del diverso. Da un punto di vista concreto, si parla di continuare l’operato del Ministro Dario Franceschini: favorire il sistema museale locale attraverso prestiti dai magazzini dei grandi musei, tutela dei borghi, digitalizzazione, continuare il bonus cultura per i 18enni e il progetto della capitale italiana della cultura. A questo va aggiunto un «fondo per il pluralismo, l’informazione di qualità e contro la disinformazione» finanziato dalle pubblicità online e a sostegno dei giovani giornalisti.

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Andrea Potossi

Classe 2004, per Frammenti mi occupo di storia, storie e attualità. Leggo, studio, suono, scrivo, faccio cose, vedo gente. Vivo a Treviso.

1 Comment

  1. È buona vergogna vera che in Italia ormai da molti decenni nessuno di noi artisti o intellettuali liberi possa lavorare se non completamente assoggettato a questa finta assurda sinistra. Senza una tessera di Italia viva o PD NON TI FA LAVORARE NESSUNO QUANDO INVECE IL PENSIERO DOVREBBE ESSERE LIBERO!

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