Riascoltare l’album «Fantasma» dei Baustelle durante il lockdown è la cosa migliore che potresti fare

Le diciannove tracce del disco Fantasma dei Baustelle, uscito nel 2013 per Warner Atlantic, con la loro solennità ci immergono nei paesaggi interiori di un’esistenza incerta. In questi giorni di sospensione causati dalla pandemia da Coronavirus, l’ascolto del sesto album della band di Montepulciano ci accompagna e ci consola.

La band è composta da Francesco Bianconi, Rachele Brastreghi e Claudio Brasini. Notoriamente citazionista e dal caratteristico sguardo antropologico sul contemporaneo, storicamente legata alle arti visive (alla televisione, con brani come Colombo, Amen o al cinema con Gli Spietati, I mistici dell’Occidente); alla colonna sonora per film con molteplici tributi ad Ennio Morricone e firmandola per Giulia non esce la sera, di Giuseppe Piccioni (2009) e I corpi estranei di Mirko Locatelli (2013); alla letteratura (Baudelarie, Amen); alla storia e ai fatti di cronaca nera (Alfredo, Amen), ripropone molte care tematiche e le lega ad una riflessione sul tempo.

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Il disco Fantasma, accolto positivamente da pubblico e critica come un’operazione massiva – nella registrazione dei brani sono coinvolti sessanta elementi provenienti dalla Film Harmony Orchestra di Breslavia (Polonia) oltre al supporto di Enrico Gabrielli – è un concept album, espediente a loro caro dai tempi di Sussidiario illustrato della giovinezza o La malavita. Si presenta come un’opera filmica in tre atti con tanto di intro, titoli di testa, intervallo e titoli di coda, alternando sei brani strumentali a tredici canzoni.

La voce baritonale di Francesco Bianconi e il mood orchestrale ci trasportano in una dimensione rarefatta in cui cimiteri, morti inaspettate, carcerati, crisi esistenziali, sentimenti di ansia, paura e senso di fine restituiscono lo smarrimento contemporaneo «Io credo nel peggio che deve arrivare, nell’era dei calcoli e dei governanti e quindi mi servono armi lo so» (Nessuno).

La tematica dell’incertezza e dell’apocalisse è ripresa in Maya colpisce ancora e in L’estinzione della razza umana, restituendo le angosce di un cambiamento epocale di cui ancora non riusciamo a capire la portata.  

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I brani, dai sofisticati arrangiamenti che sembrano allontanarsi dalla spensieratezza dei precedenti lavori, riflettono sul trascorrere di una vita che si fa inaspettatamente matura, in cui la malattia si porta via un congiunto o un amico (Il futuro) in una società troppo veloce, incastrata nel traffico, vittima della crisi economica. Contà l’inverni, ballata in dialetto romanesco, controcanto alle più vecchie La canzone del riformatorio e Sussidiario illustrato della giovinezza, tratta della prigionia in cui la colpae, il lutto non elaborato si elevano in canto.

Il punto di vista dei Baustelle sulla realtà è spesso scomodo, i protagonisti delle loro storie non sono mai conformi, ma le loro narrazioni diventano necessarie in un presente che tende a dimenticare l’esistenza delle storie diverse, della morte, del dolore, della vulnerabilità ma soprattutto dei legami.

Una risoluzione positiva la si può scorgere nella metamorfosi, nel cambiamento, nell’aderenza al cosmo, in una dimensione religiosa, così come suggerisce la seducente voce di Rachele Bastreghi in La natura «è la metamorfosi la sola possibilità, tutto si trasforma, seguo la natura».

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Fantasma è un album eterno, nel racconto della morte non abbandona la speranza, la quale non cessa di esistere. In quasi tutti i brani è presente un fortissimo attaccamento alla vita, un desiderio di contatto e d’amore nonostante la precarietà esistenziale in cui l’umanità è inserita.

Incredibilmente profetico e attualissimo, questo album ci consola un po’ il cuore oggi che ci sentiamo come dei fantasmi in attesa della ripresa della vita. Secondo i Baustelle comunque «bisogna avere fede e navigare nello spazio siderale, presupporre l’aldilà» (Radioattività).

«Giace qui ad libitum la tua imbecillità.
Quindi lascia perdere i programmi
coi talenti, i palinsesti,
per piacere non andare a navigare sulla rete,
stringi forte chi ti vuole bene
tra le tombe del monumentale,
trovi Dio, trovi Montale, ed un’opaca infinità.»  

Monumentale, Fantasma

Tracklist:
1. Fantasma (titoli di testa)
2. Nessuno
3. La morte (non esiste più)
4. Nessuno muore
5. Diorama
6. Primo principio di estinzione
7. Monumentale
8. Il finale
9. Cristina
10. Fantasma (intervallo)
11. Il futuro
12. Secondo principio di estinzione
13. Maya colpisce ancora
14. L’orizzonte degli eventi
15. La natura
16. Contà l’inverni
17. L’estinzione della razza umana
18. Radioattività
19. Fantasma (titoli di coda)

Ultima uscita della band: L’amore e la violenza vol. 1 e vol.2, 2017, Warner Music Italia  

Foto courtesy Baustelle

Eleonora Chigbolu


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Redazione
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