Threesome: se nell’eros 1+1 fa 3

Se parliamo di rapporto a tre, o molto più facilmente di threesome non possiamo non cominciare da uno dei brani più famosi della musica italiana, scritto da Ivano Fossati ed interpretato dalla sensualissima voce di Patti Pravo.

Probabilmente nessuno è riuscito a descrivere e a sintetizzare meglio il senso di un rapporto a tre, di ciò che provoca in chi lo sta vivendo, dell’immenso desiderio e della difficoltà di riuscire ad esprimere un vortice di sensazioni complesse, talvolta inquietanti, ma al contempo estremamente affascinanti.

Pensiero stupendo, il brano di Fossati/ Pravo, la dimensione è ancora quello di un pensiero, ma l’immaginazione, si sa, è l’anticamera delle azioni più meravigliose che un essere umano può mettere in atto.

Due che scelgono di diventare tre. Tra le ricerche di Youporn e Pornhub, quello della threesome è uno dei risultati con più numeri. Eppure nessuno ne parla apertamente, preferendo piuttosto lasciarsi travolgere dalla scrittura criptica di un brano musicale o da una ricerca sui siti porno nella privacy totale della propria camera da letto.
Eppure, perché la threesome rimane una delle pratiche sessuali più affascinanti? Ma al contempo tanto taciuta?

Da due a tre il passo è breve: ma attenzione ai proibizionismi isterici

Perché si continua ad avere un atteggiamento di spocchia o di terrore nei confronti della threesome? Perché siamo parte di una società in cui l’Ego regna sovrano e incontrastato come il più pericoloso dei dittatori.

Quando ci troviamo a vivere un rapporto a due è quasi impossibile confidare una fantasia o un desiderio di questo tipo, perché siamo terrorizzati e al contempo schiacciati da una forbice: da una parte la cultura del possesso e dell’ego, dall’altra la convinzione romantica che un rapporto d’amore vero sia esperibile solo tra due soggetti. Nulla di più falso.

Sono state la psicoanalisi, il capitalismo e la religione cattolica che hanno devastato la sessualità di noi europei.

Nelle società antiche le orge o i rapporti a tre non erano affatto malvisti, anzi. Poi c’è stato l’avvento di quella cultura occidentale che ancora oggi regna sovrana e incontrastata sulle nostre teste. Ma la repressione del desiderio, si sa, ci porta ad esperire zone oscure che necessitano comunque di una loro luce e di una loro forma di esistenza.

Lasciare andare Ego e romanticismo spicciolo

Ego e romanticismo spicciolo, quello da Baci Perugina, con tutto il rispetto per i cioccolatini più buoni del mondo, sono i due cancri della sessualità. Ego si manifesta dicendo no, perché Ego è sempre in negazione, con dictat del tipo «non puoi, non vai», e si manifesta con il totale possesso dell’altro, ovvero: «sei mio/a e di nessun altro, devi stare solo con me, devi desiderare solo me, devi fare ciò che io dico» e poi si sente ferito in continuazione, come se fosse esso soltanto il centro dell’universo. Ma all’universo poco importa dei dettami dell’Ego, l’universo ha bisogno di espandersi e deve espandersi.

threesome

L’Ego, invece, si accartoccia su se stesso e non desidera altro che il sé. Questo dà origine a rapporti a due asfissianti e catalizzati su tendenze narcisistiche che non desiderano l’amore dell’altro, ma solo l’idolatria del sé. Ora, non stiamo dicendo che ogni rapporto a due ha questa fisionomia, ma è molto comune riscontrare tali tendenze.

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Certo, due persone possono vivere tranquillamente la loro sessualità per tutta una vita senza cercare altri lidi di significazione, ma qualora accadesse? Le reazioni potrebbero essere di due tipi: o violente, per rivendicare il proprio Ego, la propria inconsistente unicità e il possesso dell’altro essere vivente, oppure potrebbero essere di accoglimento dell’altro.

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Soggetti di desiderio

(…) il soggetto può essere colto solo nel suo movimento, (…) dove il divenire non è un processo lineare, ma ciclico. (…) ciascuno dei due è se stesso solo nella misura in cui esso è l’altro poiché, per Hegel, l’identità con se stessi si realizza solo nella misura in cui essa è mediata da ciò che è differente.

Judith Butler, 2009 – 21

L’opera è Soggetti di desiderio, una delle più belle e ricche opere di Judith Butler, in cui la filosofa americana commenta il pensiero hegeliano. Il senso dell’estratto esposto è chiaro: un soggetto non è mai se stesso solo in se stesso, ma lo diventa nella continua ricerca dell’altro. E, dal momento che Hegel individua questa ricerca come un’esperienza ciclica, empiricamente non c’è da sorprendersi della sublimazione della threesome. Tre soggetti, come in una trinità, che si completano in una circolarità fine al momento dell’esplosione del desiderio e che, dopo, si ricongiunge per cercarsi e completarsi ancora.

threesome

La threesome rimane uno dei tabù della nostra sessualità occidentale perché la sua bellezza convulsa spaventa, il suo cerchio perfetto confonde l’animo binario delle persone. Dopotutto non c’è tanto da meravigliarsi: ci hanno allevato in una cultura binaria, dove maschio/femmina, bianco/nero, buono/cattivo regnavano sovrani. Ma è al superamento di quella cultura che dovremmo tendere. 

Al di là dei binarismi ideologici verso la fusione

Al di là dei binarismi ideologici c’è il mondo della fusione, un mondo dove il bianco e il nero si mescolano e danno vita a sfumature intense e inaspettate. La threesome e la sua realizzazione, a discrezione del gusto di chi vi partecipa, è una sfumatura di una sessualità che si articola molto più complessa del rapporto a due. E’ un aggiungere, è un’espansione, è una fusione, senza nulla togliere a nessuno, ma solo dando valore a ciò che già è. Se una relazione è avviata, se le persone si amano e provano fiducia totale l’una dell’altra, che male ci può essere nel cercare nuovi margini di significato? Nessuna. E’ un’esperienza allo stato puro che coinvolge menti, cuori e corpi e che lo fa in maniera totale per raggiungere la sublimazione di un qualcosa che la cultura considera come inviolabile e su cui ha costruito una struttura infinita di proibizionismi e trasgressioni che non si dovrebbero trasgredire. Eppure la fisionomia della threesome è quanto di più naturale possibile, perché uno più uno nell’amore e nel sesso fanno sempre tre.

threesome

L’universo della sessualità, al pari dell’universo amoroso, non ci appartengono, ma sono sempre già altro da noi. L’amore è un’entità che va oltre i suoi “partecipanti”, allo stesso modo il sesso. E la threesome interpreta perfettamente questo sentire. Che sia essa reale o immaginaria porta comunque ad un’esaltazione dell’eros, e come diceva Ivano Fossati, con la voce di Patti Pravo, «si potrebbe trattare di un bisogno d’amore» .

 


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Antonella D'Eri Viesti

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