Trittico Blu di Joan Mirò: l’esplosione del colore

Un blu profondo, solcato da brevi esplosioni di nero e rosso tracciate quasi con necessità. Si tratta di Blue I, II e III di Joan Mirò, uno degli artisti che meglio ha saputo dare vita propria al colore. Nonostante le grandi dimensioni (355 x 270) le tre opere del Trittico Blu di Mirò sono state dipinte lo stesso giorno del 1961, rendendole un trittico indissolubile nella mente del pittore.

Trittico Blu: analisi dell’opera

Le tre grandi tele sono state realizzate da Joan Mirò come riassunto ideale della sua carriera, all’epoca talmente avviata da permettergli mostre in ambito internazionale. Proprio per una di queste l’artista dipinse il Trittico Blu il 4 marzo del 1961.

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Joan Mirò , Blue I , Colore ad olio, 1961

La presenza quasi assoluta del colore dominante è stata spiegata dal pittore come una proiezione dei suoi sogni e del suo subconscio. Sulla tela il pennello si è sentito libero di muoversi, guidato esclusivamente dalle sensazioni provate sul momento. Le pennellate brevi e decise di rosso e nero che spezzano la profondità del blu sono il frutto di questa tecnica, chiamata “automatismo psichico”.

Ma perché proprio il blu? Oltre ad essere un colore calmante e rilassante secondo le teorie cromoterapiche, il blu è forse il colore più caratterizzante per l’artista spagnolo, che nella sua carriera ha più volte sperimentato la forza dei contrasti sulla tela, giocando con i colori primari. Il Trittico Blu è la sintesi della carriera artistica di Mirò, che in queste tre enormi tele ha sintetizzato il suo pensiero legato all’inconscio e alla dimensione del sogno.

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Joan Mirò , Blue II , Colore ad olio, 1961

Nel 1961 l’artista aveva quasi 70 anni e i suoi dipinti, così come le sue sculture surrealiste, erano universalmente riconosciuti come capolavori. Il suo percorso artistico era passato attraverso le principali Avanguardie del primo Novecento, fino ad approdare alla sintesi della linea e alla profondità del colore.

La sua opera si è ripulita dal festoso assembrarsi di linee e forme dei dipinti precedenti, in cui il tratto quasi infantile tornava alle origini dell’uomo grazie all’uso di fondali terrosi, così simili alla nuda pietra utilizzata dai primi uomini come tela. Nel Trittico Blu si abbandona la materialità dei dipinti figurativi realizzati in gioventù durante il periodo Fauve, si allontana la ricerca della forma umana pur sintetizzata del suo corteggiamento al Cubismo e si approda al non figurativo più assoluto, fatto solo di colore, punti e linee. Ogni elemento è assolutamente necessario all’equilibrio del dipinto; l’eliminare un solo tratto lo manderebbe in pezzi.

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Joan Mirò , Blue III , Colore ad olio, 1961

Con queste tre opere Joan Mirò ha saputo convogliare la forza emotiva del colore, regalando allo spettatore una sensazione reale e primitiva di pace, come alzare gli occhi al cielo limpido di una bellissima giornata d’estate.

A proposito di Joan Mirò

Joan Mirò è stato un pittore catalano attivo durante tutto l’arco del Novecento, vivendo appieno il periodo più sperimentale dell’arte europea e mondiale. Nato nel 1893 e morto a 90 anni nel 1983, Mirò ha rappresentato uno degli artisti più incisivi nell’interpretare le maggiori correnti artistiche della sua epoca.

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Nato come pittore agli inizi della corrente Fauve, il suo interesse era prettamente verso il colore, nonostante i dipinti prettamente figurativi realizzati in quel periodo. L’incontro con Picasso e Braque lo portò brevemente a sperimentazioni di tipo cubista, con lo studio e la destrutturazione della figura umana.

La scintilla che però accese di mille colori la sua tavolozza fu l’incontro con Andrè Breton e la teorizzazione del Surrealismo, nato anche grazie alla sua amicizia con Tristan Tzara e i poeti Dada. La sua poetica non si limitò solo alla pittura, facendolo spaziare anche nella realizzazione di sculture in ceramica, acqueforti, litografie e pittura su vetro.

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A partire dal 1940, anno della sua prima mostra monografica, il nome di Joan Mirò divenne uno dei più noti e apprezzati nel mondo artistico, trasformandolo in una vera e propria star vincitore di Biennali e premi internazionali. A causa della dittatura franchista Mirò visse molti anni lontano dalla Spagna, per farvi ritorno in tarda età al termine del regime e ricevere finalmente quel riconoscimento che non aveva mai ottenuto dal suo paese natale.

 


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Beatrice Curti

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