Tutto quello che c’è da sapere sull’episodio conclusivo di 1994

Atto finale della fortunata trilogia 1992-1993-1994. La serie TV firmata Sky composta da 26 episodi è appena terminata, regalandoci un finale di stagione che non ha deluso le aspettative. Ma per i nerd della politica l’episodio finale di 1994 è qualcosa di più della puntata conclusiva di una serie televisiva: è uno sguardo attento e poco romanzato sulla caduta del IV Governo Berlusconi.

Abbiamo cercato di ripercorrere il finale confrontando la storia raccontata sullo schermo ai fatti realmente accaduti nel novembre del 2011. Quello che leggerete nelle prossime righe è pieno di spolier, quindi se non avete ancora finito di guardare la serie e non volete rovinarvi la sorpresa, vi invitiamo a “fare il vostro dovere” e tornare qui una volta terminato. Per tutti quelli che lo hanno visto una doverosa precisazione: questa non è una recensione. Abbiamo cercato di sciogliere alcuni nodi e portare alla vostra attenzione dei dettagli che forse non avevate notato. Buona lettura!

Dove eravamo?

Sono passati 17 anni dalla scena conclusiva dell’episodio numero 7. C’è un salto temporale importante: siamo nel 2011, un anno chiave nella storia della politica italiana ed internazionale. Incontriamo nuovamente tutti i protagonisti della serie: Leonardo Notte è un imprenditore trasferitosi a Londra, Veronica Castello un ministro del governo Berlusconi, Pietro Bosco sconta in carcere la pena per l’omicidio commesso nel ’94. Accanto a loro un decadente Silvio Berlusconi, un reinventato Dario Scaglia e alcuni personaggi secondari che vivono ancora nel vortice della politica (in primis Antonio di Pietro e Giulia Castello, che tanto ci ricorda la giornalista Milena Gabanelli).

Tutti loro sono in qualche modo coinvolti dalla conclusione di una stagione politica intensa, quella conosciuta con l’espressione “ventennio berlusconiano”. L’episodio inizia con una canzone che ciascuno di noi ha ascoltato almeno una volta: Somebody That I Used to Know del cantautore belga Gotye. Calza a pennello: la canzone dei record che ha portato a casa dischi d’oro e di platino in tutto il mondo, esce proprio nel 2011, precisamente il 6 luglio.

Leonardo Notte e le “scie chimiche”

Quando Lonardo Notte torna in Italia fa visita al giovane Giulio Venturi, figlio del poliziotto Rocco Venturi, ucciso da Notte nell’episodio 9 di 1992. Giulio ha aperto un blog – “Guarda Caso” – in cui accusa la compagnia aerea di Notte di avere un buco di bilancio di oltre 70 milioni di euro. La sua è una vendetta personale nei confronti di Leonardo, ma lo scambio di battute diventa interessante per lo spettatore quando il blogger racconta che tutto quello che ha imparato sul digitale lo deve a Gianroberto Casaleggio, che altri non è che il co-fondatore del Movimento 5 Stelle. “È in grado di far sembrare che le idee vengano dal basso”, dichiara Giulio a Notte, il quale si congeda facendo una battuta sulle scie chimiche. È una scena importante che introduce, senza mai citarlo, il partito delle stelle nello scacchiere della politica italiana. Il Movimento entrerà in Parlamento per la prima volta nelle elezioni politiche del 2013, due anni dopo la caduta di Silvio Berlusconi. 

1994
ilsussidiario.net

La ministra Castello è esistita davvero?

No, ma saremmo ciechi se non vedessimo la somiglianza di Veronica Castello con alcune esponenti di Forza Italia. La storia di Veronica nella serie termina con un avvertimento: il suo imminente coinvolgimento nello scandalo sessuale (avvenuto veramente) del Bunga Bunga, conosciuto anche come Rubygate. La Castello viene accusata di essere la donna che reclutava le ragazze dei festini di Villa San Martino, ad Arcore. Questo dettaglio ci riporta alla mente la storia dell’ex consigliere regionale del PdL Nicole Minetti, condannata a 2 anni e 10 mesi di reclusione per favoreggiamento alla prostituzione. Ma non finisce qui: il nuovo look dell’onorevole Castello rievoca immediatamente quello di Mara Carfagna, ex ministro per le pari opportunità del Governo Belusconi IV. La Carfagna, oggi esponente di punta della politica italiana, ha come Veronica un passato legato al mondo del cinema e della televisione (vi ricordate Veronica in 1992 che recita «Non voglio essere una delle tante. Io voglio Domenica In»? Indovinate un po’ chi ha lavorato a Domenica In?).

Politicamente, poi, la Carfagna ha portato avanti una serie di battaglie per i diritti delle donne. Veronica fa la stessa cosa nelle prime puntate di 1994.

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“La gente non ci capisce una mazza”

Lo scambio di battute tra Dario Scaglia e Antonio di Pietro dopo la caduta del governo Berlusconi è bellissimo. È avvenuto davvero? No, ma potrebbe essere una conversazione reale. «La gente non ci capisce una mazza – racconta Dario – Lei adesso gongola, ma ‘sta tarantella è cominciata con Mani Pulite, e più andrà avanti più sarà peggio.» È vero: la gioia dell’onorevole di Pietro, nel 2011 leader di Italia dei Valori, non durerà molto. La carriera politica di Antonio di Pietro terminerà qualche anno più tardi e quel desiderio di giustizia e equità piano piano lascerà spazio ad altri temi nell’agenda politica.

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sky.it

«Quelli che sono in piazza adesso sono gli stessi che applaudivano voi e poi votavano Berlusconi. Gli stessi che lanciavano le monetine a Craxi», racconta Scaglia. È vero anche questo probabilmente: gli italiani hanno una memoria molto corta e la politica lo ha dimostrato in diverse occasioni.

Silvio Berlusconi è davvero sconfitto nel 2011?

Sì e no. Silvio Berlusconi non tornerà più ad essere Primo Ministro. Dopo la sua caduta si suggeriranno diversi governi: il primo, quello tecnico di Mario Monti (più volte citato nell’episodio conclusivo della serie, anche dal personaggio che interpreta Maroni e che suggerisce: «Facciamola fare a lui questa manovra lacrime e sangue»), poi inizieranno quelli della sinistra (in ordine Letta, Renzi, Gentiloni), infine l’attuale governo Conte (Conte I nel 2018 con il cosiddetto governo “giallo-verde” e Conte bis nel 2019 frutto di un’alleanza tra Partito Democratico-Movimento 5 Stelle-Italia Viva- Leu).

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Silvio Berlusconi (fonte: medium.com)

Tuttavia, il Cavaliere continuerà a fare politica: nel 2019 è eletto al Parlamento Europeo con circa 560 mila preferenze personali. È il secondo candidato più votato in Italia, dietro solamente a Matteo Salvini. Una vittoria a metà che sa molto di fine carriera: «il futuro è ancora tutto da scrivere» di Leonardo Notte qui puzza tanto di bugia. 
La musica aiuta ancora una volta la sceneggiatura di 1994: nell’ultimo drammatico incontro tra Berlusconi e Notte si sentono le note del Requiem di Mozart. È la fine di un’epoca.

Tutti gli uomini (e le donne) del Presidente

Se siete malati di politica alcuni li avete individuati anche nella puntata conclusiva della serie. Alcuni sono evidentissimi nella scena del Consiglio dei Ministri, in cui Berlusconi cerca di resistere ed evitare le dimissioni. Ci sono Roberto Maroni, allora ministro degli Interni, e al suo fianco Giulio Tremonti, ex ministro dell’economia e delle finanze. Si intravede anche una donna, Stefania Prestigiacomo (è la bionda vicino a Veronica Castello). Spendiamo due parole su di lei. La sua storia politica in 1994 è ricostruita abbastanza bene: la Prestigiacomo entrò davvero in Parlamento per la prima volta nel 1994, con il nuovo partito Forza Italia, portando avanti negli anni alcune leggi sulla tutela dei diritti delle donne. E davvero fu presente, 17 anni dopo, a quel Consiglio dei Ministri che ha fatto storia. Sì, perché allora la Prestigiacomo era ministro dell’Ambiente e della difesa del territorio. 

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Movieplayer.com

I più attenti avranno notato che in 1994 (anche nella sua puntata finale) torna più volte il nome di “Gianni”. Questo non è facile: si parla, senza mai citarlo direttamente, di Gianni Letta, politico, giornalista ma soprattutto uomo fidato di Silvio Berlusconi. Nel 1994 Letta fu sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel primo governo Berlusconi e da quel momento la sua storia politica è stata legata a quella del Cavaliere. La storia di Gianni Letta è complessa e spesso romanzata (si pensi al ruolo non dichiarato che forse Paolo Sorrentino gli ha riservato in Loro). Una curiosità: Gianni Letta, tra le altre cose, sembra essere tra i fautori dello storico Patto del Nazareno, del 2018, tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. 

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Chi sono “i poteri forti” di 1994?

E qui abbiamo un solo nome, che ha attraversato i 26 episodi della serie: Gaetano Nobili, l’uomo della Prima Repubblica, il consigliere politico di Pietro Bosco, il volto istituzionale dei servizi segreti, l’alleato del comunista Massimo d’Alema, l’uomo dei salotti che contano.

Lo intravediamo nell’ultima puntata mentre parla al telefono con Veronica per convincerla a scaricare Silvio Berlusconi, l’uomo che 17 anni prima le aveva dato la possibilità di entrare in Parlamento. Nobili è su una terrazza al sole, lontano dal trambusto romano. Eppure, sembra capire, ancora una volta, da che parte sta andando la politica. Per dirla alla Nanni Moretti, è lui il vero caimano della storia.

Agnese Zappalà

Classe 1993, brianzola di origini siciliane.
Ho studiato musica classica e scienze politiche.
Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping (esagerato).
Per Frammenti Rivista mi occupo di Politica e Attualità.
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