tradimento Magritte

«Il tradimento delle immagini» di Magritte: il contrasto tra l’atto di leggere e quello di guardare

dalla newsletter n. 33 - novembre 2023
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Quando nel 1924 André Breton scrive il Manifesto del Surrealismo, documento che getta le basi per un movimento artistico e letterario che avrebbe scosso il mondo dell’arte e della cultura, parla del surrealismo descrivendolo come un «Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale». 

Queste, sono parole fondamentali per comprendere l’essenza del surrealismo: conosciuto per essere la manifestazione artistica più onirica, poiché consente l’esplorazione di ciò che va oltre il visibile, spinge le barriere della realtà per accedere all’inconscio e ai sogni attraverso l’utilizzo di immagini apparentemente sconnesse o irrazionali, ma che in realtà sono sollecitazioni visive. Esse sfidano le convenzioni e invitano il pubblico a riflettere sul significato più profondo di ciò che vedono. È proprio questo quello che fa René Magritte, che in tutta la sua carriera ha preferito concentrarsi più sul concetto che sulla pittura in sé.

Nel 1929, crea Il tradimento delle immagini (La Trahison des Images), un dipinto a olio su tela in cui è semplicemente presente una pipa, su fondo neutro, con al di sotto la scritta «Ceci n’est pas une pipe» (Questa non è una pipa)In seguito alle numerose domande da parte del pubblico, l’artista, con fare provocatorio, dichiarerà «Chi oserebbe pretendere che l’immagine di una pipa è una pipa? Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno. Quindi, non è una pipa».

In effetti, René Magritte ha ragione: è vero, la pipa raffigurata sulla tela non la si può fumare, Ceci n’est pas une pipe. E se avesse scritto «questa è una pipa»? Avrebbe semplicemente mentito. Ecco il cosiddetto “tradimento delle immagini” a cui fa riferimento, una perfetta dimostrazione in chiave pittorica degli…

Dorasia Ippolito

Classe 2002, sono pugliese ma vivo a Venezia. Presso l’Accademia di Belle Arti ho conseguito la laurea triennale in Scenografia e Architettura di scena. Ora studio Storia dell’Arte, sempre immersa nella meravigliosa atmosfera veneziana.

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