Se alcuni articoli fa abbiamo presentato la programmazione del MiOff (Milano Off Fringe Festival), oggi entriamo nel vivo della questione per parlare di tre spettacoli che abbiamo visto tra il 2 e il 12 Ottobre.
E ci vogliamo (proprio) bene
Quattro donne: Le Amiche di Prisca – questo il nome della compagnia – portano in scena altrettanti monologhi dal sapore confidenziale. Claudia Bianchi, Francesca Currò, Deborah De Silvi e Clara Pruneddu incarnano infatti quattro storie che hanno come centro la difficoltà di accettare se stessi, prova che ognuno di noi ha necessariamente incontrato nella sua vita. Non solo, ma i monologhi arrivano dalle esperienze personali delle interpreti.
Lo spettacolo è un semplice susseguirsi di sincerità: le parole dipingono quadri di vita reale, raccontandola come ad un diario che ascolta senza giudizio, anzi riconoscendo tutte quelle dinamiche in cui spesso ci troviamo imbrigliati. Le Amiche di Prisca salutano il pubblico con un invito semplice, ma difficile: volersi un po’ più bene.
Identity work
Sempre allo Spazio OiT, location anche del precedente, abbiamo assistito allo spettacolo Identity work di Teatro Irregolare. Il pubblico è coinvolto nella proposta dei personaggi tramite un QR code, di queste proposte ne vengono scelte due che saranno poi consegnate a due attori, all’insaputa degli altri. Gli interpreti creano quindi una storia a partire dai due personaggi conosciuti e creano un vero e proprio mondo di relazioni.
Lo spettacolo è ovviamente diverso ogni sera, cosa che lo rende già di per sé unico, ma non solo: la cosa maggiormente apprezzabile è che l’improvvisazione non è necessariamente comica. Questo medium infatti è di solito utilizzato con fini comici, in questo caso invece vi sono stati diversi momenti toccanti e veritieri. Fermo restando che la difficoltà stessa dell’esercizio crea un imbarazzo latente che dunque porta all’ilarità, è l’improvvisazione in sé che ha queste caratteristiche. Insomma, Teatro Irregolare fa ridere, ma fa anche riflettere.
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Benvenuta catastrofe!
Ultimo, ma non per importanza, è l’interessante lavoro di Luigi Vittoria dal titolo Benvenuta catastrofe!. Il monologo è liberamente ispirato a L’Apocalisse rimandata di Dario Fo, e «affronta con ironia e urgenza il tema della catastrofe climatica in corso». Luigi Vittoria riesce a catturare fin dall’inizio l’attenzione del suo uditorio con fare amichevole e informale, cosa da apprezzare data l’imprevedibilità delle reazioni del pubblico. Accade infatti che durante lo spettacolo gli spettatori non siano particolarmente reattivi lungo questo dialogo, cosa su cui l’interprete ironizza facilmente, senza farsi scoraggiare.
Veniamo quindi accompagnati in un sogno, nel quale il mondo viene sconvolto dalla catastrofe che però sembra segnare l’inizio di una nuova era. Sembra quasi che con una tabula rasa vi sia la possibilità di ricominciare da capo e al meglio. Dalla distruzione delle città si ritorna alla creazione di piccole comunità, si ricomincia ad avere un rapporto sano con la natura e tutto torna a rifiorire. Insomma, quello di Luigi Vittoria è un sogno utopico che porta però delle riflessioni fondamentali sulla situazione mondiale odierna. È forse giunto il momento di ascoltare questi profeti?
Il Milano Off Fringe Festival ha chiuso la sua settima edizione domenica 12 Ottobre 2025 e noi non vediamo l’ora della prossima, con nuovi talenti e nuove storie da conoscere nelle viscere di Milano e Catania.
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