Bettie Page, pin-up indimenticabile

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Pensando alle icone erotiche più celebri del Novecento, tra Marilyn Monroe, Anita Ekberg, Sophia Loren e molte altre ci verrà di sicuro in mente Bettie Page, modella statunitense che raggiunse il successo negli anni Cinquanta. Il suo corpo statuario, robusto ma elegante, unito alla disinvoltura e alla sicurezza di sé, la fece passare alla storia come una delle pin-up più apprezzate e ancora oggi più celebrate.

Betti Page nasce a Nashville nel 1923 e ha un’infanzia difficile: la madre, non potendo accudire tutti i figli, manda le bambine in orfanotrofio, occupandosi soltanto dei maschi. Inoltre, la modella in età adulta ha ammesso di aver subito molestie da parte del padre quando aveva 13 anni. Laureata in arte e inizialmente insegnante, dopo il divorzio nel 1949 cerca lavoro come attrice ottenendo solo parti di serie B, tanto da ripiegare su di un impiego da segretaria. Gli studi fotografici notano però la sua bellezza ed è infatti la carriera da modelle a portarla al successo. In particolare, è il poliziotto con la passione per la fotografia Jerry Tibbs che decide di puntare su di lei all’inizio degli anni Cinquanta. L’azzeccatissimo consiglio dell’artista è quello di scegliere un dettaglio che sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica. Se con Marilyn pensiamo ai boccoli biondi, Bettie Page è invece immediatamente riconoscibile per la sua frangetta nera in contrasto con gli occhi blu, che le dà un’aria dispettosa e spregiudicata.

Bettie in bondage

Bettie in bondage

I primi ritratti di Bettie nascono nei Camera Club, ovvero salotti (o meglio, scantinati) fotografici in cui si sperimenta la fotografia di nudo. I suoi scatti erotici hanno un discreto successo e sono presto pubblicati sulle copertine di alcuni giornali per un pubblico maschile. Tra le varie fotografie, possiamo ricordare una serie a tema BDSM realizzata con Irvin Klaw e la sorella, o l’altrettanto celebre serie Bettie nella giungla, dove la pin-up – accompagnata da due ghepardi – appare immersa nella natura senza veli o con un vestito spartano di pelle di leopardo, come una sorta di moglie di Tarzan dall’incredibile fascino. Pur essendo la nudità un tratto distintivo dei suoi scatti, Bettie Page non appare mai in foto sessualmente esplicite, portando avanti un erotismo privo di timidezza ma mai eccessivamente azzardato, anche se molto fuori dalle righe per l’epoca.

Bettie in the Jungle

Bettie in the Jungle

A far parlare di lei, oltre al suo corpo, è il suo abbigliamento. Se Marilyn appare come una donna bella e posata, elegante, provocatrice ma nei limiti, Bettie è una ragazza trasgressiva dalle culotte di pizzo, gli abiti leopardati, la giarrettiera ben in vista, i vestiti attillati e gli accessori in pelle. Il suo erotismo è provocatorio, a tratti esotico, un fascino che diventa oggetto di fantasia per gli uomini e di ammirazione per le ragazze che avevano voglia di emanciparsi in campo sessuale. In un’epoca in cui la donna non ha di certo la libertà odierna, Bettie Page si pone infatti come una figura moderna, libera, sicura di sé e in grado di gestire a piacimento il proprio corpo.

Oltre alla carriera fotografica, Bettie si occupa in parte di cinema e di burlesque. Nel 1955 infatti partecipò a Teaserama, un documentario diretto da Irving Klaw dove viene ripercorsa la carriera di due grandi pin-up, appunto Bettie Page e Tempest Storm. Ancora oggi la si può ammirare mentre balla una sorta di burlesque, pur essendo il risultato non del tutto convincente. Bettie è prevalentemente una modella e la sua danza appare sensuale ma a tratti impacciata, mostrandoci una ragazza sicura ma (fortunatamente) con le sue imperfezioni.

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Le immagini della seducente Bettie, sempre più popolare, arrivano fino a Playboy: il direttore Hugh Hefner la nomina Coniglietta del Mese di gennaio e matura una sorta di ossessione nei confronti della ragazza, tanto da aiutarla in momenti di particolare difficoltà. Tra gli amori della modella, alcune leggende raccontano della presunta storia con Marilyn Monroe e, soprattutto, con Katharine Hepburn, perdutamente attratta dalla pin-up. Tra i suoi corteggiatori si dice ci fosse anche il presidente J. F. Kennedy.

Nel 1960 l’Fbi durante un’inchiesta sull’influenza negativa della stampa erotica apre un file su Bettie Page, diventato pubblico soltanto nel 2010. La carriera della modella è però ormai finita e di lei si hanno sempre meno notizie: di nuovo il divorzio, la conversione religiosa, la diagnosi di schizofrenia paranoide, poi negli anni Ottanta le aggressioni a terzi immotivate e la conseguente condanna a restare  per dieci anni in una casa di cura per malattie mentali. Infine, nel 2008, la morte all’età di 85 anni. Al funerale venne distribuito un opuscolo commemorativo con queste parole, le ultime di Bettie Page: «Non ho cercato di essere scandalosa o di essere una pioniera. Non ho cercato di cambiare la società o di anticipare i tempi. Non ho pensato di essere un’emancipata e non credo di aver fatto qualcosa d’ importante. Sono solo stata me stessa. Non conosco altro modo di essere o di vivere».

bettie page colori

Sono passati sessant’anni dall’epoca di Bettie Page, eppure non è mai stata dimenticata dal grande pubblico. Nel 1976, per esempio, un libro intitolato A Nostalgic Look at Bettie Page, edito da Eros Publishing Co., la riporta al successo e scatena la nostalgia di molti dei suoi fan. Negli anni Settanta e Ottanta non mancano i riferimenti in fumetti, romanzi, film (tra cui due biografici: Bettie Page: Dark Angel, diretto da Nico B. nel 2004, e La scandalosa vita di Bettie Page diretto da Mary Harron nel 2005). Bettie e la sua chioma nera hanno ispirato personaggi come Dita Von Teese, Madonna e la Uma Thurman di Pulp Fiction, dando vita a una vera e propria scuola di seduzione e contagiando col suo stile unico generazioni e generazioni.

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