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La Colonna Traiana: celebrazione di un imperatore e del suo popolo

4 minuti di lettura

A ogni angolo di strada, in qualsiasi punto ci si trovi, è impossibile a Roma non scorgere mura antiche, chiese storiche, capolavori artistici simboli di bellezza, virtù e passato. Fra questi, uno in particolare si distingue per altitudine, maestosità e accuratezza formale: la Colonna Traiana.

Situata alle spalle della Basilica Ulpia, al centro del Foro Traiano, essa si configura come la prima colonna coclide mai realizzata, un vero e proprio rilievo a spirale alto circa 40 metri, all’apparenza senza fine. I blocchi finali sono infatti difficilmente scrutabili dal basso, tuttavia una visione ravvicinata è possibile affacciandosi dalle terrazze di copertura della navata laterale della Basilica.

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Il monumento fu eretto tra il 110 e il 113 d. C. in onore di Traiano «per mostrare l’altezza delle montagne e il luogo scavato con sforzi tanto grandi»: la costruzione avvenne in effetti dopo la guerra contro i Daci per celebrare la grandezza dell’Imperatore divinizzato, le cui ceneri furono difatti poste nel basamento della colonna, decorato con rilievi di armi.

Colonna Traiana: analisi dell’opera

Di ordine dorico, il monumento si compone di 18 blocchi di Marmo di Carrara comprendenti il basamento, il capitello e l’abaco. Per realizzare l’opera fu necessario adoperare una tecnica complessa che vide la collaborazione di più maestranze occupate nella sovrapposizione dei blocchi di marmo – dal peso circa di 40 tonnellate ciascuno – in modo da farli combaciare perfettamente.

colonna traiana

Il fregio a rilievo si articola come se fosse un drappo di stoffa che si avvolge intorno al fusto, brulicando di figure e riferimenti a i luoghi degli eventi. Le scene sono ricche di particolari e restituiscono realisticamente le campagne militari rappresentate, quasi come se si trattasse di puntuali figurazioni dei resoconti di guerra che l’imperatore avrebbe consegnato al Senato. Ecco allora che tra le varie scene si può osservare Traiano accettare la sottomissione di un principe dacico in presenza dell’esercito romano; abitanti di un villaggio fuggire per l’arrivo dei soldati, lasciando le proprie case alle spalle; e ancora, legionari romani in atto di disboscare per evitare che le foreste facciano da scudo al nemico, ma anche per testimoniare l’uso futuro del terreno conquistato.

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L’intento principale della Colonna Traiana è dunque celebrativo, e per questo inaugurale di quell’arte imperiale di cui parlano gli studiosi: i romani non sono mai rappresentati sconfitti, ma sempre in maniera fiera, a voler incarnare i valori di sicurezza, ordine e superiorità assoluta tanto cari al Senato. Paragonando poi l’opera alla Colonna di Marco Aurelio si evince come il succedersi delle raffigurazioni segua un ordine ben preciso che rivela il desiderio di comunicare a chi le guarda le istruzioni e le regole di comportamento per il perfetto generale.

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Proprio per la ricchezza di significato delle immagini, l’oneroso impegno tecnico richiesto per la sua realizzazione e la raffinata elaborazione dei bassorilievi, la Colonna Traiana rappresenta il primo vero capolavoro dell’arte romana, oggetto di imitazione da parte degli artisti sin dal Rinascimento.

 


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Chiara Esposito

Sono di Napoli, laureata in Archeologia, Storia dell'arte e Scienze del patrimonio culturale. Sono giornalista pubblicista, mi piace scrivere e ho tanta voglia di farlo

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