Consigli di lettura per gli appassionati di arte

«Tutte le arti contribuiscono a quella più grande di tutte: quella di vivere». Con queste parole il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, teorico del teatro epico, sottolinea l’interconnessione tra le arti, che ci aiutano a decodificare il mondo in cui viviamo e a comprenderlo meglio. Se amate perdervi tra le pagine di un buon romanzo, probabilmente amerete anche lasciarvi trasportare da una melodia e restare incantati davanti a un quadro, perché, come ha affermato Pablo Picasso, «l’arte spazza via dall’anima la polvere depositata dalla vita di tutti i giorni».
Ecco dunque dei consigli di lettura, tra libri sia di narrativa che di nonfiction, pensati esplicitamente per tutte le persone che vorrebbero portare un po’ di arte nella loro quotidianità.

«Lizzie»

Autore: Eva Wanjek
Edizione: Neri Pozza, Vicenza 2017

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Neripozza.it

Uno splendido romanzo ambientato nell’Inghilterra vittoriana, che racconta la figura tragica e misteriosa di Elizabeth Siddal, detta “Lizzie”, poetessa e pittrice, nonché modella prediletta dal movimento artistico dei Preraffaelliti, fautori di un’estetica romantica e arcaicizzante in netta antitesi con il rigore dell’accademismo inglese. Il romanzo si concentra sulla relazione sentimentale e artistica tra la bellissima modella, che con il suo fisico minuto e la lunga chioma rossa incarna un ideale di bellezza senza tempo, e Dante Gabriel Rossetti, fondatore della Confraternita dei Preraffaelliti. La giovane donna diventerà il volto del preraffaellismo, posando di volta in volta in panni diversi, ora come Beatrice dantesca, ora come personaggio biblico, fino a divenire protagonista del dipinto simbolo del movimento, l’Ophelia di John Everett Millais.

Lizzie è una lettura intensa e drammatica che rivela alcuni retroscena legati alla realizzazione di dipinti manifesto della storia dell’arte, restituendoci un ritratto intenso e appassionato di una donna sensibile e tormentata da dipendenze e paure e di un uomo artisticamente geniale ma dalla dubbia moralità.

«La ragazza con l’orecchino di perla»

Autore: Tracy Chevalier
Edizione: Neri Pozza, Vicenza 1999

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Nell’incontro tra lettura e arte non poteva mancare un vero e proprio caso letterario di inizi anni 2000, che vanta anche una riuscita trasposizione cinematografica con protagonisti Scarlett Johansson e Colin Firth: La ragazza con l’orecchino di perla, ricostruzione romanzata di un’ipotetica relazione platonica tra il pittore olandese Jan Vermeer, della cui vita privata si conosce ben poco, e la modella che ha posato per uno dei ritratti femminili più celebrati e iconici della storia dell’arte. Nel famoso ritratto, che ha generato scandalo nella società benpensante del tempo, la giovane modella posa con le labbra socchiuse e umide, evocatrici di una forte carica di sensualità, e sfoggia un misterioso orecchino. Sono bastati questi due elementi per consentire all’autrice americana di ideare il personaggio di Griet, serva sedicenne che nell’Olanda del Seicento prende servizio presso il già affermato pittore Vermeer, con il compito di occuparsi dei suoi figli e tenere in ordine il suo atelier. La giovane donna mostra immediatamente interesse per l’arte di Vermeer e tra i due scatta una fortissima attrazione mentale, fatta di conversazioni e silenzi, che porterà Griet ad accettare la proposta dell’artista di posare per il celebre dipinto.

«L’architettrice»

Autore: Melania G. Mazzucco
Edizione: Einaudi, Torino 2019

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Melania Mazzucco dona voce a Plautilla Bricci, considerata la prima “architettrice” – termine utilizzato dalla stessa Bricci per definirsi – di età moderna, tratteggiando un affresco dettagliatissimo della Roma papalina del tardo Seicento, in bilico tra puritanesimo e seducente decadentismo. Plautilla, «rinomata pel valore nell’arte della pittura e dell’architettura», come scrive lo storico dell’arte e pittore Filippo Baldinucci, era riuscita ad affermare il proprio valore artistico in una società dominata da uomini, rivaleggiando con personalità eccezionali come il Bernini e Pietro Da Cortona. Sebbene nei secoli successivi la fama dell’artista sia stata oscurata, a lei si devono due dei capolavori architettonici della Roma barocca: la Cappella di San Luigi nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, che ospita il celebre ciclo pittorico del Caravaggio dedicato a San Matteo, e Villa Benedetta, splendida dimora al Gianicolo, all’epoca nota come “Villa del vascello”, per le sue particolari forme.

Tirar su una casa. Scegliere le tegole del tetto e il mattonato del pavimento. Immaginare facciate, logge, scale, prospettive, giardini. Per quanto ne sapevo, una donna non l’aveva mai fatto.

«¡Viva La vida!»

Autore: Pino Cacucci
Edizione: Feltrinelli, Milano 2010

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¡Viva La vida! è un monologo scritto e pensato per il teatro, in cui lo scrittore e giornalista Pino Cacucci dà voce all’artista messicana Frida Kahlo, che in punto di morte ripensa alla sua vita travagliata, ripercorrendone gioie e dolori, miserie e traguardi. In queste poche e intense pagine c’è tutto: l’incidente che le ha rovinato la vita, la dipendenza da alcool e morfina per alleviare i dolori, i numerosi amori bisessuali, il travagliato rapporto sentimentale e artistico con il pittore muralista Diego Rivera e, soprattutto, il Messico, con la sua cultura e i suoi colori.

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Ecco… piove. La stagione delle piogge. Tutta la mia vita è un susseguirsi di stagioni delle piogge. In Messico, quando arriva, sbocciano fiori ovunque, fiori di una bellezza selvaggia e prepotente, un’esplosione di vita. La pioggia è vita. La pioggia fa resuscitare i semi che sono morti e sepolti.
E allora…
¡VIVA LA VIDA!

«Storia della Bellezza»

Autore: Umberto Eco
Edizione: Bompiani, Milano 2004

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Il noto critico, saggista, massmediologo e semiologo Umberto Eco si addentra in una disamina dell’evoluzione del concetto di bellezza attraverso i secoli, dalle speculazioni filosofiche nella Grecia di Platone e Pitagora fino ai giorni nostri. Servendosi di un nutrito apparato iconografico e letterario, Eco ci guida alla scoperta di una bellezza assoluta, che non ha niente a che vedere con il desiderio di possesso e trascende il concetto stesso di arte, riferendosi anche alla bellezza della natura, delle proporzioni matematiche e perfino del vestiario.

La bellezza non è mai stata qualcosa di assoluto e immutabile ma ha assunto volti diversi a seconda del periodo storico e del paese: e questo non solo per quanto riguarda la bellezza fisica, dell’uomo, della donna o del paesaggio ma anche per quanto riguarda la bellezza di Dio, dei santi, delle idee.

«L’arte contemporanea spiegata a tuo marito»

Autore: Mauro Covacich
Edizione: Laterza, Bari 2011

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L’arte contemporanea, si sa, è un argomento che tende a polarizzare le opinioni: c’è chi la esalta acriticamente e chi ama ripetere il mantra del “questo lo sapevo fare anch’io”. La materia è complessa, le opere spesso non sono di facile comprensione e certamente alcune soluzioni proposte dagli artisti possono risultare spiazzanti nella loro apparente banalità. In questa lettura, che coniuga divertimento e brevitas, Mauro Covacich, appassionato cultore della materia, immagina di guidare una coppia – interessata lei, scettico lui – attraverso un percorso artistico che vede protagonisti trenta nomi di culto dell’arte contemporanea, da Lucio Fontana a Marina Abramović, da Piero Manzoni a Joseph Beuys.

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Per ogni artista viene presa in considerazione un’opera manifesto della sua estetica, illustrandone contenuto emotivo e concettuale e anticipando possibili proteste e ritorsioni del più agguerrito detrattore dell’arte contemporanea, che auspicabilmente, dopo la lettura di questo libello, non esclamerà più “lo sapevo fare anch’io” quando avrà la fortuna di trovarsi davanti al caos segnico di Pollock.

Arianna Trombaccia



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Redazione
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