«Einstein e io», Gabriella Greison racconta il suo ultimo romanzo

Raccontare il lato umano di uno dei più grandi geni della storia non è un’impresa da poco. Gabriella Greison, fisica e scrittrice italiana, non si è fatta però intimorire e nel suo ultimo romanzo Einstein e io (acquista) racconta Albert Einstein attraverso un punto di vista intimo e nuovo: quello della sua prima moglie, Mileva Marić.

einstein e io
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Una mente, quella di Mileva, spesso dimenticata o fraintesa. Una donna come lei, che ha combattuto gli stereotipi e il conformismo per tutta la sua vita, non l’avrebbe accettato e – crediamo – sarebbe contenta di leggere questo romanzo.

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Mileva Marić e Marie Curie siamo noi

Emozionarsi e «rimanere bambini» come Mileva

In un momento in cui la lotta per la parità di genere è ancora aperta, un libro come Einstein e io, che riscopre l’esempio di vita di Mileva Marić, è fondamentale. Perché Mileva non è stata una donna da focolare, ma una fisica con la testa per emozionarsi di fronte ai misteri del cosmo e per «rimanere bambini per tutta la vita» come diceva Einstein.

A differenza delle sue coetanee, a Mileva non interessavano vestiti o fidanzati. Cercava la discussione, il confronto: le equazioni di Maxwell e il suo amato Henri Poincaré erano l’unico mondo in cui voleva davvero vivere. E quel mondo l’ha trovato in Albert Einstein.

Mileva Marić voleva essere come Marie Curie: il vero problema era che Albert Einstein non era Pierre Curie.

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I coniugi Marie e Pierre Curie in laboratorio. Fonte: cuccioloazzurro.com

Marie, Mileva e tutto il resto

Pierre e Marie, Mileva e Albert. Tutti hanno lavorato fianco a fianco, hanno immaginato e studiato. Pierre Curie rifiutò di ricevere il Nobel, se il premio non fosse assegnato anche a sua moglie; Albert Einstein invece, quando pubblicò i suoi primi articoli rivoluzionari, ringraziò il suo amico italiano Michele Besso. Neppure un accenno a Mileva, la cui vicinanza, umana quanto sentimentale, è stata fondamentale (in quale misura lei abbia contribuito alle sue teorie poco importa, perlomeno in questo libro).

Alla fine Mileva si occuperà dei figli, Marie della scienza, ma alla resa dei conti si scoprono entrambi incomplete. Mileva invidia Marie, suo idolo di sempre, per non aver mai abbandonato la scienza; Marie invidia Mileva perché può occuparsi dei figli, cosa che le sue ricerche le impediscono. Marie anzi teme che i suoi figli la odino a causa della sua lontananza.

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Mileva Marić e Albert Einstein con il loro figlio Hans Albert. Fonte: pinterest.com

L’incontro (realmente avvenuto) tra Mileva Marić e Marie Curie è anche l’incontro/scontro di ogni donna costretta (ancora) alla scelta che nessun essere umano – uomo o donna che sia – dovrebbe essere costretto a compiere: da una parte il lavoro, la passione, lo studio e dall’altra la famiglia.

Noi siamo Mileva quando troviamo la giusta tenacia per realizzare le cose. Quando calcoliamo. Quando studiamo come secchione. Quando ci arrabbiamo e siamo noi stesse. Quando non cediamo al conformismo. Quando non diciamo le cose perché vanno dette.

Einstein e io, conclusioni o giù di lì

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Intervista a Gabriella Greison

Contattata via mail, Gabriella Greison ha concesso volentieri un’intervista, in cui ha presentato il suo lavoro e la sua prospettiva su questa donna straordinaria.

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Il monologo teatrale Einstein&me è in tounée nei teatri italiani. Fonte: greisonanatomy.com

Come si è avvicinata per la prima volta a Mileva? Che impatto ha avuto nella sua vita?

Come fisica, Einstein è sempre stato un riferimento per me. Chiunque studi fisica prova una certa ammirazione per la sua testa, per le sue teorie, per le sue trovate. E chiunque si laurea in fisica vive con un mondo dentro che è difficilmente raccontabile agli altri che hanno fatto altri percorsi. Io lo faccio nei miei romanzi e nei miei monologhi teatrali.

E dopo aver affrontato altri fisici del XX secolo adesso era arrivato il momento di raccontare lui: e non potevo che farlo come se fossi sua moglie. L’attuale moglie. Quindi, una Mileva di oggi. E con me le cose con lui sono andate decisamente meglio…. Lei era fisica, io sono fisica, siamo nate 100 anni di distanza, ma lei ai suoi tempi non poteva essere raccontata come era veramente.

Quindi chi l’ha raccontata, se ha attinto da biografie del passato, ha fatto racconti falsati. Io ho cercato informazioni, letto archivi, e parlato con svizzeri…il mio racconto su di lei è diverso. Sia nel mio romanzo, sia nel mio monologo teatrale.

Cosa ne pensa della prima stagione della serie TV Genius, prodotta da National Geographic e dedicata ad Albert Einstein, in cui il personaggio di Mileva è tra i principali?

Altri film in passato hanno cercato di raccontare Mileva, ma lo sceneggiato più famoso fatto dalla Rai è stato falsato dall’ideologia femminista in cui si voleva far passare Mileva per una cosa che a fatica era. Non lo ha fatto una fisica, si capisce. Ma chi stava facendo altre battaglie, nel femminismo appunto.

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Un frame dalla miniserie Einstein con Maya Sansa (Mileva Marić) e Vincenzo Amato (Albert Einstein). Fonte: lilianacavani.it

Nella serie TV Genius, invece, Mileva diventa una delle tante donne di casa, nervosa, irascibile, arrabbiata, che in quegli anni era facile confonderla. Mileva per me è altro: la mia formazione è diversa, io non ho fatto il ’68 o il ’77, pur avendolo studiato a lungo, ma non faccio la stessa cosa che hanno fatto altre donne delle generazioni passate: io ho uno sguardo moderno, e mi avvicino ai ragazzi della nuova generazione con il mio racconto, perché con loro vivo le mie battaglie quotidiane.

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Samantha Colley (Mileva Marić) e Johnny Flynn (Albert Einstein) nella prima stagione di Genius, disponibile in Italia sulla piattaforma TIMVISION. La serie TV, prodotta dalla National Geographic, offre forse un’interpretazione fuorviante di Mileva, ma si distingue per la bravura degli attori, tra cui vanta Goeffrey Rush nei panni di un anziano Albert Einstein. Fonte: natgeotv.com

Per questo il racconto di Mileva che ne faccio io è diverso: lei è una secchiona, una con la mentalità scientifica (come la mia!), e solo chi ce l’ha può raccontarla veramente…mancava un racconto così, anche per il fatto che tutti i biografi di Einstein sono stati uomini, e quindi se le serie TV o gli sceneggiati attingono da quei libri, trovano quel personaggio.

Io ho scritto il romanzo Einstein e io (pubblicato da Salani, ora in libreria) dopo aver letto 11 biografie di Einstein, essere andata a Zurigo e Berna e aver parlato con professori, esperti, biografi, studiosi. Ho fatto ricerche nuove, e il materiale è tutto mio. Per questo è completamente diverso il mio racconto e il mio punto di vista.

Nel mio monologo Einstein&me, che porto in scena nei teatri in tour per tutta Italia e in Svizzera, esce tutto il personaggio di Mileva che ho creato, io parlo in prima persona, e lo spettatore è confuso, non sa fino all’ultimo se sono io che parlo o è lei, ma poi alla fine si capisce: sono io che le sto dando una nuova estate da vivere. Io con la mia vita di tutti i giorni, in cui realizzo i miei sogni, e insieme a me tutti i ragazzi della nuova generazione, che possono realizzare tutti loro sogni.

Il nuovo ruolo delle donne della scienza (rappresentato nella cultura di massa da The Big Bang Theory) è indice di un nuovo rapporto di genere su larga scala e non solo nel mondo scientifico? A che punto siamo sul percorso della parità?

Certo, con TBBT è stato fatto un sondaggio: chi è il personaggio più amato? E la percentuale decisamente maggiore è stata attribuita a Amy Farah Fowler. Lei la secchiona, che studia, e ha una testa grande. E non Sheldon Cooper. La direzione in cui stiamo andando è di grande interesse: sono molto positiva, ottimista.

Einstein e io The big bang theory
Amy Farrah Fowler e Sheldon Cooper in una scena di The Big Bang Theory.
Fonte: digitalspy.com

Lo dice già Rita Levi Montalcini, il cervello delle donne e quello degli uomini sono uguali. E tra poco non si farà più caso se in un gruppo di sono tre, cinque, dieci donne sul totale di dieci uomini. Perché non conta quello. E i centri di ricerca scientifici sono i primi luoghi dove queste cose si stanno realizzando.

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Sofia Fabrizi

Studentessa di Lettere Moderne presso l'Università di Siena di età sconosciuta ai più (non è gentile chiedere ad una signora). Giacomo Leopardi e John Keats sono la sua ragion d'essere. Da uno pseudonimo nato al liceo, Hermione, ha creato un blog a tema biografico, dove racconta le vite di grandi del passato: Gli appunti di Hermione, ora su Facebook, Instagram e Anobii.