il presente del cinepanettone: una produzione italiana dal 1983

UN NUOVO NATALE? 

Quel momento dell’anno in cui il popolino ottiene il suo meritato momento di leggerezza e divertimento sfaccendato già da qualche tempo sta forse perdendo un aspetto caratteristico? Il Natale italiano, dopo più di 30 anni, può sopravvivere senza il cinepanettone? 

Il fenomeno è curioso perché ci mette al corrente del fatto che i cinepanettoni restano presenti come lettera morta nel presente, allontanando i giovani e i giovanissimi. Questo modo di fare cinema sembra essere ormai un ricordo di una parentesi d’altri tempi. Eppure questi tempi non sembrano essere finiti: l’ultima parabola del cinepanettone all’italiana è una conclusione annunciata o un ultimo colpo di reni che rovescia un K.O.? 

Tirando le somme sul film che vede la reunion Boldi-De Sica, cerchiamo di rispondere a questa domanda. 

 

IL CINEPANETTONE E LA SUA GENEALOGIA 

Ma andiamo con ordine e diamo qualche informazione importante sul fenomeno dei cinepanettoni. 

La prima cosa da notare è che negli anni a far parte dei cast di questi film natalizi erano o figure di spicco nel panorama televisivo contemporaneo all’uscita del film (Greggio, De Luigi etc) , oppure attori consacrati al genere: Boldi, De Sica, Ghini, Enzo Salvi, Biagio Izzo. Ciò che è mai mancata, inoltre, è la show girl dell’anno, che sia la Hunziker, la Seredova o la Canalis non importa, ma deve esserci la donna-modella che risveglia gli impulsi erotici del famigerato “italiano medio”

Si presentano quindi come film di ricircolo. Nel cinepanettone é presente in nuce il gusto estetico e l’ermeneutica esistenziale dell’italiano medio così come evolve ogni nuovo anno che passa. In questo senso il cinepanettone é un fenomeno di descrizione sociale restituita attraverso uno studio sociologico delle novità annuali, per cosi dire, che occupano la mente e il desiderio degli italiani. Per questo è comprensibile che venga studiato negli istituti di ricerca e vi si scrivono saggi sopra come il volume Fenomenologia del cinepanettone (Rubbettino, 2013) di  Alan O’Leary, 50 anni, che non è italiano, bensì è uno studioso irlandese dell’università inglese di Leeds.

 

BERLUSCONI E I CINEPANETTONI

Che il cinepanettone venga comunemente associato alla fase sociologica vissuta dal popolo italiano negli anni della politica berlusconiana non è un mistero, tanto cheVacanze di Natale a Cortina del 2011, ai suoi tempi deludente al botteghino, uscito nei giorni della caduta del governo Berlusconi, è stato così descritto da Curzio Maltese su La Repubblica:

«È forse il primo e più clamoroso segno della fine dell’epoca berlusconiana. Il cinepanettone sta al ventennio berlusconiano così come i telefoni bianchi stanno al ventennio fascista». 

Il cinepanettone èun lungometraggio che esce nelle sale nel periodo natalizio, un appuntamento cinematografico col natale. 

Questo genere di cinema è stato molto discusso e anche molto ignorato. Il successo popolare dei cinepanettoni è però innegabile, così come l’idea di avere un candido accompagnamento al periodo natalizio. Il cinepanettone ci dava tormentoni su cui ridere con amici e parenti anche oltre il periodo natalizio, in un momento storico in cui non esistevano i meme di internet. 

In modo molto puntuale il cinepanettone é stato inteso come emblema dell’era berlusconiana, idea non peregrina, dal momento che le affinità con lo stile di vita istrionico e volgarmente ironico propugnato dalla politica di Berlusconi ci sono eccome. I personaggi che vanno a riempire di contenuti gli intrecci narrativi sono le famose “persone normali”, quelle persone che, in un modo o nell’altro, noi stessi siamo. 

L’EVOLUZIONE DEL CINEPANETTONE 1983/2018

Il primo cinepanettone risale al Natale del 1983, Vacanze di Natale diretto dal regista da poco scomparso Carlo Vanzina. 

Dall’inizio degli anni 90 si è cominciato a vedere accanto al titolo del film anche l’anno del Natale in cui il film è ambientato. Come è il caso di Vacanze di Natale ‘91 di cui Alberto Sordi è stato attore e sceneggiatore, ad esempio. Poi si è iniziato a partire dagli anni 2000 ad aggiungere il luogo in cui il Natale è ambientato. Ad esempio Natale sul Nilo o Natale in India. Col tempo sono cambiati registi e produttori, ma per la maggior parte i cinepanettoni vedono alla regia Neri Parenti e alla produzione Aurelio De Laurentis. 

Bisogna considerare che quest’anno il titolo del nuovo cinepanettone prende spunto dalla realtà vera, per cui le riprese del film segnano la fine di una fase del fenomeno del cinepanettone per cui abbiamo avuto per anni due film di Natale. Si tratta della separazione attoriale tra Massimo Boldi e Cristian De Sica. «amici come prima» è infatti il titolo. 

«AMICI COME PRIMA», TUTTO COME AL SOLITO

Prodotto da Medusa Indiana film in collaborazione con Sky cinema, «Amici come prima» è un film pieno di citazioni da «Quasi Amici» all’espediente della Monnalisa che dà la grande idea a Cesare già espressa in «Tootsie» (1982): l’uomo che si traveste da donna per lavoro fino ad arrivare al look alla maryl streep in «il Diavolo veste Prada» (2006)

Debole resta la trama e superficiali i contenuti, quindi tutto come al solito, se non per una ritrovata comicità. Presente soprattutto negli sketch finali nati dalla naturale improvisazione durante errori nelle riprese, un requisito solitamente visto nelle sitcom. 

UNA SFIDA QUASI PERSA

La grande sfida del film è quella di capire se è possibile riattivare un certo tipo di comicità oppure se questa deve lasciare definitivamente il posto alla nuova ironia che guida il Paese, quella seria e rigorosa di Matteo Salvini. 

Con il nuovo cinepanettone si va definendo anche la trasformazione del nuovo italiano la cui etica è in bilico tra il ritrovato rigorismo e il millantato eccesso di impegno e di energie personali. Vediamo se il nuovo tipo di cinepanettone prenderà piede e avrà un riscontro come quelli del passato. Si tratta comunque di un affresco dinamico di una società nazionale in fermento e nella fase cruciale della sua trasformazione radicale. Un progetto in fieri. 

IL CINEPANETTONE NEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO 

Un film che si presenta e resta semplice e pulito dall’inizio alla fine: poca volgarità e nessun eccesso. 

La figura femminile viene trattata con maggiore sensibilità. 

Ne esce fuori il disegno del nuovo italiano medio, indaffarato a sopravvivere onestamente in tutti i modi in cui può, cercando sempre di salvare le apparenze, ma quando queste vengono tradite e scoperti gli altarini il clima resta umano e tollerante. Si tratta quindi di un cinepanettone rinnovato anche in chiave antiborghese, almeno per la mentalità. Il grottesco resta comunque presente in abbondanza, accanto alla capacità di rinnovarsi che è il tema caldo di questo odierno film natalizio. 

Tirando le somme possiamo dire che «Amici come prima» ci svela che in fondo l’italiano medio ha ancora bisogno del cinepanettone, alla stregua di ogni altra tradizione. Questa sensazione non sorprende perché è in linea con i propositi del “governo del cambiamento” il quale non vuole distruggere per riedificare, ma trasformare (migliorare) il già esistente. 

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