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La notte sull’Europa

Dalla newsletter n. 24 - gennaio 2023 di Frammenti Rivista

11 minuti di lettura

Non tutte le notti sono uguali. Alcune calano all’improvviso, in pochi minuti si fa buio e tu non hai avuto nemmeno il tempo per accorgertene. Altre invece riesci a coglierle da lontano, e le aspetti con un po’ di timore, a volte con ansia, altre ancora con la consapevolezza che chiudono un sipario su una giornata, o un periodo di tempo che se ne va e non tornerà più. La notte non è sempre foriera di sventure. Il buio nasconde, sorprende, culla, fa riflettere e magari porta con sé cambiamenti inaspettati, chiude e al contempo apre una finestra regalando alle cose un momento tutto loro, donandogli l’intimità che a volte serve per crescere.

La pandemia che nessuno si aspettava

In un certo senso si può dire che il crepuscolo sui cieli d’Europa sia iniziato a Febbraio del 2020, quando i primi casi di Covid iniziavano a comparire proprio qui, in Italia, prima a Roma e poi nel nord, in Lombardia. Con il senno di poi non si può dire che la notte sull’Europa sia calata di colpo. La Cina era già alle prese con l’epidemia da diverse settimane, forse addirittura da alcuni mesi ma le notizie arrivavano a singhiozzo, manipolate e nessuno avrebbe mai immaginato che una nuvola passeggera potesse nascondere il sole fino a farlo scomparire nel giro di pochi, pochissimi giorni. Invece così accadde. Nel giro di poche settimane tutta l’Europa brancolava nel buio della notte, incapace di far fronte a qualcosa che aveva immensamente sottostimato e che ha messo a dura prova la tenuta sociale ed economica di democrazie per loro natura troppo fragili. A volte questa fragilità è stata sfruttata per imporre misure il cui senso logico ancora fatica a manifestarsi, altre invece proprio la consapevolezza di quanto sia fragile l’equilibrio su cui poggiano i sistemi democratici occidentali ha aiutato alcuni paesi più di altri a considerare tutti gli aspetti che rendono solido il nostro castello di carte.

Nella notte del Covid l’Europa si è unita, per la prima volta da decenni sono stati messi in discussione assiomi che sembravano scolpiti nella pietra. L’Unione monetaria è diventata anche un po’ politica, nella consapevolezza che una falla troppo ampia nello scafo avrebbe condannato tutti questa volta. Tutti saremmo naufragati, pochi sarebbero riusciti faticosamente a nuotare fino a riva. L’ora più buia ha messo ordine nelle priorità europee, ha cambiato paradigmi che nemmeno la recessione del 2008, la successiva crisi del debito e quella dei migranti erano riuscite a smuovere. Nel buio e nel silenzio di un progetto che rischiava di affondare qualcuno è riuscito a guardarsi negli occhi meglio di quanto non si fosse riuscito, o voluto fare nelle decine di Consigli Europei precedenti.

La guerra al cuore del continente

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Michele Corti

Nato a Lecco nel 1996, studente di Scienze Politiche. Amo la montagna in ogni sua veste, il vento in faccia in bicicletta, la musica e provo a destreggiarmi nella politica internazionale, cosa fortunatamente più semplice rispetto a quella italiana."

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