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la notte dell'innominato spettacolo

«La notte dell’Innominato»: Manzoni in scena al Piccolo

Lo spettacolo, in scena al Piccolo Teatro di Milano fino al 31 ottobre, propone la tormentata e insonne notte che unisce i personaggi manzoniani di Lucia e dell'Innominato

5 minuti di lettura

Fino al 31 ottobre, il Piccolo Teatro Strehler di Milano propone La notte dell’Innominato. Lo spettacolo, di 80 minuti, senza intervallo, propone la tormentata e insonne notte che unisce i personaggi dell’Innominato e di Lucia, nati dalla mano di Alessandro Manzoni ne I promessi sposi. Eros Pagni è l’Innominato, protagonista indiscusso dello spettacolo, e viene accompagnato sul palco da Gianluigi Fogacci, Valentina Violo e Simone Ciampi.

La disperazione dell’Innominato

Tutto inizia dalla presa di Lucia, protagonista dell’opera manzoniana. La ragazza viene presto portata al castello dell’Innominato: è ancora viva, poiché il Nibbio ha avuto compassione di lei e non è riuscito a ucciderla. L’Innominato è sconvolto da questa storia: come è riuscita questa povera ragazzina a fermare la mano del suo vicario?

Curioso di scoprire chi sia la ragazza, il protagonista va a trovare Lucia nella sua cella. Subito si dimostra disponibile nei confronti della giovane, promettendole di non torcerle un capello. La giovane, tentando il tutto e per tutto, chiede all’uomo che ancora non conosce di lasciarla andare perché «un unico atto di misericordia cancella ogni azione malvagia».

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L’Innominato torna nei suoi alloggi e da quel momento non riuscirà più a chiudere occhi. Se Lucia riesce finalmente ad addormentarsi dopo aver fatto voto di castità alla Madonna, l’Innominato è rimasto frastornato dal loro incontro. Le parole della ragazza lo tengono sveglio e comincia una lunga notte di disperazione.

«Notte infinita, interminabile, indecifrabile mala notte. I due protagonisti di questo straordinario viaggio mentale si muovono in una notte che sembra perenne. L’Innominato fa i conti con sé stesso, con la sua mancanza di fede, la sua ambizione, la sua finitezza. Questa notte eterna, vera protagonista del testo, avvolge tutti i personaggi, li rende incerti, ansiosi, fragili, muta le loro convinzioni, li spinge a compiere azioni impensabili»

Daniele Salvo, regista

La conversione dell’Innominato

Dopo una notte passata nell’angoscia, nel rimpianto e nel tormento, l’Innominato sente un suono di campane. Promette a se stesso che lascerà andare Lucia ma prima vuole parlare con qualcuno: il cardinal Borromeo, appena arrivato in città.

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Lo spettacolo ripropone magnificamente l’incontro tra i due uomini. L’Innominato è sconvolto dalla bontà con cui viene accolto dal cardinale, non comprende. La grandezza di Dio gli è sempre parsa una fandonia, ma ecco che se la ritrova davanti, a braccia aperte.

La conversione è lenta, ponderata, sofferta. Il cambiamento di vita dell’Innominato è doloroso ed Eros Pagni mostra questi sentimenti con estrema bravura, arrivando al cuore dello spettatore. La recitazione colpisce il pubblico, lasciandoci immergere nel suo dramma, nel turbinio di pensieri che sconvolgono il personaggio.

L’uso delle immagini nello spettacolo «La notte dell’Innominato»

Lo spettacolo è intervallato da varie immagini proiettate su uno schermo e sullo sfondo che rendono più pregnante il significato di ciò che ci viene detto dagli attori. Le opere d’arte scelte vengono animate per colpire ancora di più lo spettatore.

Non solo immagini fisiche, ma anche psicologiche. Lucia indossa un morbido abito bianco, il cardinal Borromeo ha indosso l’abito rosso ma per parlare con l’Innominato rimane anche lui in una bianca vestaglia. Gli altri personaggi – per lo più negativi – indossano abiti con dettagli viola.

Il viola è simbolicamente associato al segreto, alla paura, alla pietà e alla morte. Tutti importanti elementi che contraddistinguono i diversi personaggi in scena. La morte, la pietà e la frustrazione definiscono il Nibbio che non riesce a uccidere Lucia. La paura, il digiuno e la magia ricordano la vecchia che tiene Lucia imprigionata. La malinconia, il segreto, la penitenza, invece, riportano all’Innominato.

Il viola e il nero sono preponderanti sulla scena, ricreando – insieme alla oscure figure che circondano il protagonista – un inquietante ritratto gotico… ottimo se si vuole vedere lo spettacolo La notte dell’Innominato durante la notte di Halloween.

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Immagine di copertina: www.piccoloteatro.org

Greta Mezzalira

Classe 1995, laureata in Filologia Moderna. Innamorata del teatro fin dalla prima visione di "Sogno di una notte di mezza estate" durante una gita scolastica. Amante di musical e di letteratura.

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