«Parlarne tra amici» di Sally Rooney: l’amore secondo i millennial

La scrittrice Sally Rooney, classe 1991, ha il merito di aver saputo tracciare, con una scrittura pulita e solo in apparenza semplice, una sorta di educazione sentimentale dei millennial, la sua generazione. Il grande pubblico l’ha conosciuta e amata con il suo ultimo romanzo, Persone normali, edito in Italia da Einaudi e recentemente diventato una serie TV. Forse, però, non tutti conoscono Parlarne tra amici (acquista), il suo esordio letterario un po’ oscurato dal meritato successo di Persone normali.

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Sally Rooney. Da: theguardian.com

«Parlarne tra amici», una storia di prime volte

La storia è raccontata in prima persona dalla giovane Frances, scrittrice in potenza, ancora inconsapevole del suo enorme talento. Al centro vi è un quadrilatero amoroso in cui Frances si trova coinvolta: tutto ha inizio quando lei e Bobbi, sua fidanzatina ai tempi del liceo, con cui è ancora in ottimi rapporti, conoscono una scrittrice affermata, Melissa, e il marito, Nick. Fin dal principio Bobbi non fa mistero di essere attratta da Melissa, mentre Frances pian piano sente che il suo cuore batte per Nick. Per la prima volta, è innamorata di un uomo. È una storia di prime volte, questa, complice la giovane età dei protagonisti, che hanno tutta la vita davanti.

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Com’è facile immaginare, dopo pochi capitoli si sviluppa una storia tra Frances e Nick, due personaggi che in qualche modo anticipano Marianne e Connell di Persone normali. Più che il romance in sé, quel che conta sono le sue implicazioni. Frances, abituata a vivere all’ombra della vulcanica Bobbi, si ritrova per la prima volta protagonista effettiva di qualcosa e oggetto del desiderio di qualcuno. Parlarne tra amici non è solo una semplice storia d’amore, ma anche un vero e proprio romanzo di formazione, con un’eroina che si vede più imperfetta di quanto sia davvero e che deve fare i conti con sé stessa per imparare a relazionarsi con gli altri.

L’amore secondo i millennial

Per tutto il libro, inoltre, il lettore si trova catapultato in una relazione in perfetto stile millennial, liquida, tra due persone decise a non etichettare né la loro storia né il sentimento che le lega. Una sorta di Mr Darcy ed Elizabeth Bennet degli anni 2010, in cui gli appartenenti alla generazione Y si riconosceranno senz’altro. Molto millennial è pure il modo in cui viene affrontato il rapporto genitori/figli: i protagonisti vedono la vita in modo molto diverso rispetto ai loro genitori, sono critici verso gli errori commessi da questi ultimi, cercano di distinguersi il più possibile da loro, ma non riescono a prescindere dalla propria storia familiare.

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La copertina del romanzo.

Sguardi che trasfigurano la realtà

Uno degli spunti più interessanti offerti dal romanzo viene da una precisa scelta narrativa dell’autrice: l’utilizzo della prima persona. Non è quindi chiaro fino a che punto situazioni e personaggi siano effettivamente come vengono descritti. Tutto è trasfigurato dallo sguardo di Frances, così come tutte le persone della nostra vita sono trasfigurate dal nostro, di sguardo. Non sappiamo se Bobbi è davvero perfetta, inarrivabile per una come Frances (che in realtà è molto meno inadeguata di quanto lei stessa creda). E, soprattutto, non sappiamo qual è il vero Nick.

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Ognuna delle persone della sua vita ne dà una precisa descrizione, quasi mai corrispondente a quanto pensa di aver capito Frances. In questa girandola non si sa chi ha ragione, o meglio, se ci sia una sola versione giusta.

«Parlarne tra amici»: tra detto e non detto

Non di minor interesse è il titolo del romanzo (in originale Conversations with Friends, tradotto in modo piuttosto letterale in italiano). Siamo di fronte a un’opera che allude fin dalla copertina al dialogo in un gruppo di amici: qualcosa che, almeno in linea teorica, è alla base di un rapporto di amicizia. Tra Frances, Bobbi, Nick e Melissa, invece, il non detto – o, peggio, il “detto alle spalle” – ricopre un ruolo preponderante. È inevitabile per il lettore pensare al suo gruppo di amici. Quante sono le cose non dette? E quante delle parole dette sono in realtà vuote?

Per concludere, i motivi per leggere Parlarne tra amici abbondano, che siate fan di Sally Rooney o che non l’abbiate mai sentita nominare. Come ben sa ogni amante della lettura, il confine tra letteratura e vita reale è spesso più labile di quanto sembri. Magari questa storia di relazioni liquide e insicurezze può trasformarsi per il lettore, millennial o no, in un’occasione per riparare i suoi conti in sospeso.

 


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