«Persone normali» di Sally Rooney: un meritato caso editoriale

Tra i veri e propri casi editoriali degli ultimi anni c’è Persone normali dell’irlandese Sally Rooney (considerata tra le autrici millennial più autorevoli), edito in Italia da Einaudi (acquista). Il suo successo è stato tale che Hulu e BBC Three stanno lavorando alla sua trasposizione in forma di serie TV.

«Persone normali», un bel romanzo di formazione

Persone normali fa inevitabilmente presa su tutti i lettori appassionati di romanzi di formazione. Sally Rooney ci racconta infatti le vicissitudini di due giovani, Marianne e Connell, dall’ultimo anno di liceo fino all’ultimo di università, in un arco di tempo che si snoda tra il 2011 e il 2015. Li seguiamo nel periodo delicato in cui passano dall’essere adolescenti a essere giovani adulti, cercando il loro posto in un mondo in cui, per un motivo o per un altro, si sentono due outsider.

Amore e incomunicabilità

Il filo conduttore che lega la storia di Marianne e Connell è il sentimento viscerale che li lega, un sentimento che fino in ultimo non osano chiamare amore. È un amore che provano a negare in tutti i modi, per paura dell’opinione altrui – Connell è povero e Marianne ricca; nel contempo, lui è tra i ragazzi più popolari a scuola e lei una “sfigata” senza amici. Ma se agli altri, in fin dei conti, tutto questo non interessasse granché e il vero nemico fossero le paure inconfessabili e inconfessate di Marianne e Connell? D’altronde, come già cantava Lucio Battisti decenni fa, è la paura che «inquina e uccide i sentimenti».

Così, la storia di Marianne e Connell è una sorta di dramma dell’incomunicabilità. Non osano confessare a cuore aperto i propri sentimenti e diventano vittime di sé stessi, scivolando in un tunnel di malintesi e fraintendimenti. Eppure, nonostante tutto, il rapporto tra Connell e Marianne è il solo che resiste al passare degli anni e ai turbolenti cambi di rotta nel loro percorso. Si renderanno conto, alla fine, che senza l’altro la vita di ciascuno dei due sarebbe stata totalmente diversa.

Lo stile asciutto di Sally Rooney

Oltre che per la storia, in cui si alternano momenti di dolcezza ad altri ben più duri, questo romanzo ci è piaciuto per lo stile dell’autrice, Sally Rooney. La giovane scrittrice irlandese vanta uno stile asciutto, di una semplicità voluta, indice di grande sicurezza nelle proprie capacità. Non ha bisogno di ricorrere a barocchismi inutili per raccontare una storia che deve andare diretta al cuore dei lettori, senza perdersi in giri di parole e orpelli retorici.

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Sally Rooney.

L’impostazione di Persone normali, in cui ogni capitolo indica la data e il tempo trascorso dagli eventi narrati nel capitolo precedente (per esempio, «Tre settimane dopo (Febbraio 2011)»), è piuttosto originale e moderna. Quasi da serie TV. Così come gli episodi delle serie TV sono costruiti per spingere lo spettatore al binge watching, ovvero a vederli tutti d’un fiato per scoprire come finirà la storia, sembra che Persone normali sia fatto per stimolare un “binge reading” da parte dei lettori.

Francesca Cerutti
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