«I giocatori di carte»: Cézanne e la sfida tra gli opposti

I giocatori di carte è una delle opere più celebri di Paul Cézanne, realizzata in cinque versioni tra il 1890 e il 1895. Due uomini si sfidano a una partita a carte in una fumosa osteria di paese, raccontando attraverso i colori e le linee tutto quello che viene taciuto dalla scena.

I giocatori di carte di Cézanne: analisi dell’opera

Cézanne aveva qualcosa di ossessivo nella creazione dei suoi dipinti: versioni su versioni dello stesso soggetto, cambiando ora un dettaglio nello spazio, ora modificando un tono di colore fino ad arrivare all’analisi più profonda della scena ritratta. Il soggetto dei giocatori di carte non fa eccezione, ripetuto in cinque diverse varianti dove a cambiare radicalmente è la prospettiva, che si avvicina sempre di più all’azione dei giocatori e al momento in cui uno dei due calerà la carta vincente chiudendo la partita. Nell’ultimo dipinto, quello conservato al Musée d’Orsay di Parigi, sono scomparsi i personaggi delle versioni precedenti, i dettagli della stanza si sono fatti più sintetici e i colori più caldi, mentre la prospettiva si è come inclinata, riprendendo i due con il taglio naturale di chi li scorge passando loro accanto o osservandoli da un altro tavolo.

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I due sono seduti a un tavolo, apparecchiato solo con una tovaglia e una bottiglia di vino che divide esattamente a metà la scena. I colori sono terrosi, legati ai colori caldi della Provenza dove Cézanne viveva. Gli uomini al tavolo sono rappresentati come due entità totalmente opposte e legate dal gioco e dal tavolo che li unisce con una linea retta.

Quello di sinistra, identificato come Alexandre, giardiniere nella villa di famiglia di Cézanne, è un uomo rigido e composto, che fuma tranquillamente la pipa mentre osserva le sue carte. La schiena segue perfettamente la linea della sedia, mentre il braccio forma un angolo ottuso. La testa è dritta, formando una linea verticale che termina alla punta del cappello. Anche l’angolo della tovaglia dal suo lato cade perfettamente verticale rispetto alla gamba del tavolo.

L’uomo di destra, riconosciuto come Paulin Paulet, anche lui giardiniere di Casa Cézanne, è diametralmente opposto all’avversario. La schiena è curva verso il tavolo e verso le carte, le braccia sono appoggiate quasi completamente sulla tovaglia, mentre il viso perfettamente illuminato mostra uno sguardo rassegnato, come se sapesse di aver perso la partita. L’angolo di tovaglia dal suo lato forma un angolo che punta verso il basso, quasi a indicare la tasca dalla quale dovrà prendere le monete che perderà.

Il gioco di linee, di colori e di luci ci mostra la sfida tra due entità totalmente opposte, anche nei colori degli abiti, che si alternano nella giacca e nei pantaloni. Cézanne rende la pennellata meno precisa rispetto alle opere realizzate in precedenza, lasciando parlare la composizione e l’uso espressivo della linea, definita anche attraverso il colore, che renderà l’artista provenzale il “padre” del Cubismo.

A proposito di Paul Cézanne

Nato ad Aix-en-Provence, nel sud della Francia, Paul Cézanne abbandonò presto l’onda dell’Impressionismo che stava travolgendo il Paese, non trovandosi a proprio agio con l’idea di rappresentazione fugace del mondo che caratterizzava il movimento. La sua pittura voleva arrivare all’essenza ultima del soggetto rappresentato, attraverso uno studio costante non solo emotivo, ma matematico e razionale. Il colore nelle sue opere a volte è denso e materico, creando delle vere e proprie linee di costruzione, altre è talmente rarefatto da sembrare acquerello. La sintesi di linea e colore nelle sue opere dava vita ad architetture geometriche e a volumi solidi. Il suo lavoro, così distante dalle sperimentazioni pittoriche della sua epoca, ispirò artisti come Georges Braque e Pablo Picasso.


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Beatrice Curti
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