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«Sei come sei»: viaggio di un padre e una figlia non convenzionali

Una delle principali difficoltà per uno scrittore è forse riuscire a parlare di cose serie in modo leggero. Ci riesce senz’altro Melania G. Mazzucco, con il suo Sei come sei, uscito ormai cinque anni fa ma molto attuale quanto a tematiche trattate.

Una tematica attuale

In questo mese d’agosto si è tornati a parlare di omogenitorialità, complice la polemica sulla dicitura “genitore 1/genitore 2” al posto di “padre” e “madre”, che sembra spaccare in due l’opinione pubblica. Questo argomento tanto complesso e dibattuto era stato affrontato dalla Mazzucco già tre anni prima della promulgazione del DDL Cirinnà che, ricordiamo, è stato depauperato della parte sulla stepchild adoption (l’adozione del figlio del coniuge) prima di poter diventare legge.

Una bambina diversa dagli altri

Sei come sei narra la storia di Eva, una bambina diversa da tutti i suoi coetanei. Diversa perché è già un’instancabile e curiosissima lettrice a un’età in cui gli altri bambini di solito preferiscono giocare, ma non solo. Eva non è come tutti gli altri anche perché ha due papà: Christian, suo padre biologico, e il suo compagno storico Giose.

La vita di Eva scorre serena fino alla morte di Christian in un incidente stradale. Sebbene per i primi otto anni della sua vita Eva sia vissuta anche con Giose e lo chiami papà, per la legge italiana lui è un Signor Nessuno. È così che Eva viene sradicata dalla sua quotidianità e data in affido a degli zii cui non riesce ad affezionarsi davvero.

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Con gli occhi di un’undicenne

Il romanzo parte da un atto di ribellione di Eva (che non spoilereremo) e racconta il viaggio di una bambina per ritrovare, tanto fisicamente quanto nel proprio cuore, suo padre. Un viaggio in cui vengono affrontate questioni complesse attraverso lo sguardo, non più del tutto innocente ma ancora non totalmente disincantato, di una ragazzina di undici anni, che prova a capire come funziona il mondo degli adulti e a trovare soluzioni per raddrizzare la propria esistenza.


È esilarante e insieme commovente, per esempio, il momento in cui Eva propone a Giose di “sposarsi per finta” con Aurelia, un’amica di famiglia, per risultare eterosessuale e ottenere l’agognato affidamento della figlia

«In fondo –riflette Eva con la logica di ferro di un’undicenne che sta scoprendo come va il mondo – non fanno così anche le badanti straniere che si sposano con un anziano solo per ottenere la cittadinanza italiana?»

Raccontare un tema complesso in una fiaba

Sei come sei è una sorta di fiaba contemporanea che ci porta a riflettere su una tematica pruriginosa, la gestazione per altri, senza dare una vera risposta. Il viaggio di Giose ed Eva è intervallato dal racconto di come la piccola è venuta al mondo anni prima da una madre surrogata armena. Pratica aberrante o possibilità per tutti di diventare genitori? Melania G. Mazzucco non dà una risposta, anche perché non è compito suo, né tantomeno della letteratura. L’autrice si limita a raccontare una storia; sarà poi la coscienza di ogni singolo lettore a trovare una risposta.

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Melania G. Mazzucco, già vincitrice del Premio Strega nel 2003 con il romanzo Vita.

Il romanzo è anche un buono spunto di riflessione su tante altre tematiche, alcune di attualità e altre sempreverdi: dal cyberbullismo alla capacità di sacrificare se stessi in nome di qualcuno che si ama. Impossibile anche smettere di pensare al fatto che nessuno abbia chiesto il parere di Eva sull’affidamento: leggiamo infatti che la legge italiana considera una bambina di otto anni troppo piccola perché si possa tenere conto della sua opinione in un contesto del genere. A otto anni, però, chiunque di noi ha già fatto in tempo ad affezionarsi ai propri genitori. Ha senso allora questa legge? È davvero orientata al supremo interesse del minore?

Davanti alla storia di un genitore considerato inappropriato e di una bambina trattata come un pacco postale, serpeggia il dubbio che qualcosa da rivedere nella nostra legge ci sia. Perdere un genitore in un incidente è una disgrazia, ma forse perdere anche l’altro per via di leggi di cui non si riesce a capire il senso è quasi peggio.

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Francesca Cerutti

Classe 1997, laureata a pieni voti assoluti in Scienze Linguistiche e specializzanda in Traduzione. Innamorata della letteratura e dell’arte. Sempre alla ricerca di storie che meritino di essere raccontate.