Il musical di David Bowie mai realizzato

Articolo della newsletter n. 57 - Gennaio 2026
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David Bowie era un cantante e musicista, ma la sua cultura non si limitava certo all’ambito musicale. Infatti, il Duca Bianco aveva moltissimi interessi: la moda, naturalmente, le arti visive, la letteratura. Sappiamo, infatti, che dipingeva molto bene, i suoi lavori vennero esposti diverse volte. Per quanto concerne la letteratura, David Bowie era un grandissimo lettore. Ha anche pubblicato una lista di tutte le sue maggiori ispirazioni letterarie. Il libro che più ha segnato la carriera e le composizioni di David Bowie è sicuramente 1984 di George Orwell, a cui avrebbe tanto voluto dedicare addirittura un musical.

Diamond Dogs e il romanzo di Orwell

Come sappiamo, 1984 è un classico della letteratura inglese, uno dei più famosi romanzi di genere distopico. Parliamo di distopia in quanto, al contrario dell’utopia, in questo genere di romanzi si ha una visione profondamente pessimistica della società di cui mette a nudo le più profonde inquietudini. Non è strano che ad una personalità come David Bowie sia sembrata affascinante l’ambientazione di 1984. Per questo ne parla all’interno dell’album Diamond Dogs. Uscito nel 1974, fu inizialmente concepito da David Bowie come un musical incentrato su 1984 di George Orwell. Infatti, una delle principali influenze del Duca Bianco era sicuramente costituita dal teatro musicale, che voleva mettere a frutto così.

Il sogno di David Bowie non fu realizzabile, in quanto Sonia Orwell, che possedeva dei diritti del romanzo decise di non concederglieli. Il Duca Bianco fu davvero deluso da questo rifiuto e disse a allo scrittore del Circus Ben Edmonds: «Per una persona che ha sposato un socialista con tendenze comuniste, è stata la più grande snob di classe alta che abbia mai incontrato in vita mia».

Le canzoni dedicate al libro

Nonostante questo rifiuto, nell’album troviamo comunque diverse canzoni dedicate al romanzo di George Orwell. Uno dei pezzi s’intitola proprio 1984. Il testo riprende le atmosfere inquietanti ed il senso di costrizione che mostra il romanzo. Infatti, viene anche interpretato come il momento del libro in cui Winston Smith, il protagonista, viene imprigionato ed interrogato. Musicalmente, si tratta di un brano funky.

Someday they won’t let you, now you must agree
The times they are a-telling, and the changing isn’t free
You’ve read it in the tea leaves, and the tracks are on tv
Beware the savage jaw
Of 1984.

Il legame tra David Bowie e George Orwell è rappresentato anche dal brano Big brother, che riprende proprio il “Grande fratello” del romanzo orwelliano, popolarissimo dittatore che osserva continuamente le azioni degli uomini, li tiene sotto controllo. In realtà George Orwell non specifica mai se sia una persona umana o semplicemente un simbolo, nell’immaginario collettivo rappresenta comunque una presenza costante che controlla sempre. Si tratta di una figura citatissima sia nella televisione, nel mondo del cinema, ecc.


Illustrazione di Marialuce Giardini

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Silvia Argento

Nata ad Agrigento nel 1997, ha conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne, una magistrale in Filologia Moderna e Italianistica e una seconda magistrale in Editoria e scrittura con lode. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice per vari siti di divulgazione culturale e critica musicale. È autrice di due saggi dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e "La fedeltà disattesa" e della raccolta di racconti "Dipinti, brevi storie di fragilità"

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