Cosa leggere sotto l’ombrellone? I nostri non-consigli

Consigli ve ne abbiamo già dati, e pure tanti. Mettiamo quindi che siate già a posto per l’estate con i libri da leggere; mettiamo anche che quelli che avete, non li abbiate finiti, e vi ritroverete a settembre coi sensi di colpa perché il portafoglio è svuotato (con il conseguente rimprovero di voi a voi stessi: «non comprerò più libri finché non finirò quelli che ho già Rinunciateci, non funziona.) Mettiamo pure che vi siate stufati di leggere. Bene. Perseverare è diabolico, lo sanno tutti. Eccoci qui pronti a farlo, dunque. Con una piccola nota: non vi consiglieremo i libri che dovrete comprare, ma quelli che dovete (no, dai: dovreste) evitare di comprare. Non perché siano brutti o perché noi siamo degli snob, ma perché sono quelli che di solito si preferiscono, e a noi piace fare gli alternativi, indicandovi qualche strada secondaria. Come andare a Parigi senza vedere il Louvre: si può fare, e magari ne vale anche la pena. Tanto, prima o poi, il Louvre lo vedrete, lo sappiamo benissimo.

Una piccola clausola hegeliana: ogni non-consiglio è un consiglio. Quindi, in pratica, vi stiamo consigliando altri libri da leggere. Che simpaticoni, eh?

I nostri non-consigli

Non leggete Il giovane Holden di J. D. Salinger, che di solito è il primo che si consiglia. Andate su qualcosa di più maledetto, come i Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce (acquista) di Roberto Bolaño e A. G. Porta, o, sempre di Bolaño, Lo spirito della fantascienza.

Non leggete i racconti di Jorge Luis Borges, (L’Aleph, o Finzioni, o Il libro di sabbia), ma i suoi saggi, come Inquisizioni (acquista), o Altre inquisizioni, per capire cosa significhi fare metafisica e insieme raccontare una storia. Letti i saggi, abbandonateli, o, da veri poeti, bruciateli, e leggete di Adolfo Bioy-Casares, L’isola di Morel, che vi spiega come fermare il tempo e perché è pericoloso farlo.

Fonte: www.adelphi.it

Alessandro D’Avenia va un sacco. Non leggetelo. Neanche il libro su Giacomo Leopardi (su Leopardi leggete piuttosto, di Emanuele Severino, Il nulla e la poesia). E di Paolo Giordano non leggete La solitudine dei numeri primi, ma Divorare il cielo (acquista), che è più maturo, e bellissimo. Vi fa capire un sacco di cose su come funziona l’agricoltura minimalista, sulla xylella, su cosa vuol dire avere un bambino e non riuscirci, e sul perché val la pena aver fede.

Di Umberto Eco non leggete Il nome della rosa, che, comunque, è stupendo, ma il Diario minimo, perché c’è bisogno di ridar dignità ad un certo tipo di studi che tra i giovani sono snobbati. E vi insegnerà che potete studiare Mike Bongiorno con lo stesso rigore con cui Albert Einstein studiava i problemi dello spazio-tempo. Anche di Alessandro Baricco evitate i romanzi, e preferitegli The game, che è uscito quasi un anno fa per Einaudi.

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Non leggete i Classici. Non fatelo, perché prima o poi lo farete. C’è una piccola bolgia infernale per tutti quelli (insegnanti, professori, amici, Frammenti – Rivista di attualità e cultura) che consigliano i Classici. Tra i Classici italiani evitate i classici – più o meno tutti quelli ai quali è dedicato un capitolo intero nella vostra antologia di quinta liceo (sì, anche Luigi Pirandello, anche Italo Svevo, anche Italo Calvino). Andate su Tommaso Landolfi e i suoi Racconti impossibili, o il suo A caso. Oppure, di Guido Morselli Dissipatio H.G., che è davvero un capolavoro (un uomo esce di casa per suicidarsi, fallisce, sviene, e rinvenuto si ritrova solo sulla faccia della terra: tutti sono spariti). O, ancora, A che punto è la notte (acquista), dei Maestri Carlo Fruttero & Franco Lucentini (o, in alternativa, La donna della domenica). Leggete Ennio Flaiano, soprattutto il Diario degli errori. Leggete anche Alberto Savinio (fratello del pittore Giorgio De Chirico), e la sua Nuova enciclopedia (le voci “Friedrich Nietzsche” e “Omero” sono grandiose).

Dei Classici stranieri evitate soprattutto i Russi, evitateli come la peste. Niente Fëdor Dostoevsky, niente Lev Tolstoj, niente Nikolaj Gogol. Andate su Vasily Grossman, e leggetevi Tutto scorre, o di Iosif Brodskij Fondamenta degli incurabili (acquista), bellissimo libriccino su Venezia e le sue magie. Anche i Francesi evitateli. Non L’educazione sentimentale, anche se andrebbe letto, ma L’avversario di Emmanuele Carrère, o anche il suo Il Regno che parlano praticamente della stessa cosa (ossia Dio). Non Marcel Proust (o, se proprio volete, leggete di Proust il libriccino: Del piacere di leggere) ma Fred Vargas, in particolare il suo I tre evangelisti.

Fonte: www.carlacasazza.it

Volete un altro consiglio? Non ascoltate i consigli, neanche questi, che sono antipatici (anche se i libri che vi abbiamo detto di non leggere andrebbero, ovviamente, letti) e fate piuttosto come il viaggiatore di Calvino, che entrava in libreria tuffandosi fra gli scaffali a caso, senz’alcun veto, attirato dai colori delle copertine. Scegliete così. Magari, anche voi, trovate l’amore della vita.




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Giovanni Fava

23 anni, studente di Filosofia presso l'Università di Bologna.
Giovanni Fava
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