Donne, eros, indie: da interpreti a cantautrici

A tutti coloro che dicono che l’arte ha genere sessuale, noi rispondiamo che stanno dicendo un’enorme bugia. Come potrebbe, infatti, l’arte risentire della connotazione di genere, essendo il momento più alto e sublime di un’esistenza umana? All’arte non importa nulla che tu sia uomo o donna, all’arte importa di esserci e di essere creata, in buona sostanza.

L’arte non si fa intimorire neanche dal tempo, figurarsi dal genere! Sembra una barzelletta, una pura contraddizione in termini e infatti, lo è.

Donne, arte e musica

Ciò nonostante anche l’arte, in ogni sua forma, ha risentito nei secoli della differenza tra uomo e donna. Basti pensare che nella storia moderna e contemporanea vi sono state moltissime artiste, ma chi le ricorda? Quasi nessuno. Tutte ombrate dalla più ricca fama dei colleghi maschi, molto più fighi e osannati, che riempiono le pagine dei libri di letteratura e di storia dell’arte. Ma, alla ricerca delle artiste, potremmo perderci facilmente in quelle congetture nazi-femministe secondo cui è necessaria una voce femminile. Questo causa un’auto-discriminazione da parte delle donne, che vogliono vedersi calate ovunque e ad ogni costo.  

Insomma a parità di diritti se un chitarrista suona meglio di una chitarrista è un dato di fatto, pace. Certo la stessa cosa al contrario, purtroppo, non vale in maniera scontata e così siamo costrette, ancora oggi, a doverci guadagnare la nostra fetta di torta.

Ma molte cose sono già cambiate e stanno continuando a cambiare, anche grazie alla musica, sempre pionieristica quando si parla di tendenze.

Miglio e Melga, indie, eros e non solo

donne indie eros
Miglio (Facebook)

Ho incontrato due donne, ma prima di tutto due artiste, Miglio, Alessia Zappamiglio e Melga, Gaia Costantini. Mi hanno raccontato di loro, della loro musica, ma soprattutto del loro rapporto con l’eros e di come riescono a tradurlo in musica. E poi perché non dobbiamo dimenticare che di eros parlano anche le donne, perché è un aspetto della vita umana in quanto tale!

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È stato come compiere un viaggio ai confini tra umanità e arte ed è stato pazzesco.

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Melga (Facebook)

Quando l’eros è porno, ma il porno non è eros

Innanzitutto abbiamo chiacchierato della differenza tra eros e porno e qui sembrava fosse scoppiata una bomba atomica, perché diciamocelo, il porno è utile e lo è stato soprattutto e prima di tutto durante il lockdown, ma un po’ ci ha stancato. Perché la dimensione dell’amore romantico non è morta, anzi, sopravvive e ci fa fare delle cose meravigliose, come scrivere canzoni. Il porno è come il pepe sulla carbonara, buono si, tanto anche, ma nell’insieme, abbinato a tutti gli ingredienti.

Se il porno lo contestualizzi in una relazione, allora ne trai anche un beneficio insieme alla persona che ami. Fuori da quel contesto diventa un atto meccanico, fine a se stesso, che sfiora addirittura la noia della routine e della ripetitività.

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E infatti, una composizione musicale, ha molto di erotico, perché prende tutti i sensi, coinvolge in maniera totale tutta la persona, in quel processo che è insieme di creazione di interpretazione della realtà. E qui, qualche verso, può anche scivolare sul porno e ci sta tutto. Infatti, durante la nostra chiacchierata, concordavamo sul fatto che mentre il porno è la riproduzione falsata di una relazione, esplicata solo nell’atto sessuale freddo e ripetitivo, l’eros è l’opera d’arte, è il momento unico e non riproducibile che conserva quell’aura di unicità e mistero, per dirla alla Walter Benjamin, che ti ispira cose meravigliose e che ti fa sentire profondamente connessa con il tutto.

Pornomania e Buco: se non ascolti godi solo a metà

I brani che abbiamo scelto sono Pornomania per Miglio e Buco per Melga.

In Pornomania, Miglio accentua proprio la dimensione pornografica del sexting associata però alla relazione, in cui il sexting diventa il momento culmine di un periodo di distanza forzata e in cui esso rende possibile il contatto con la persona amata. Ciò nonostante, Miglio non perde mai quel lato di tenerezza e accoglienza che caratterizza la relazione amorosa, quello stato di mancanza che diventa la misura di un amore e di un romanticismo a cui non si vuole rinunciare.

D’altro canto, nel testo del brano di Melga, Buco, si perviene allo stesso obiettivo. Un buco, che è un “luogo” sessualizzato, ma che è anche quel buco interiore che ognuno di noi ha e che viene colmato nel momento in cui si incontra una persona speciale, una persona di cui innamorarsi e con cui condividere un sentimento puro, vero.

In questo modo, e in entrambe le tracce musicali, si assiste ad una meravigliosa commistione tra sessualità e romanticismo, tra carnalità e tenerezza che sono tutti aspetti imprescindibili di una relazione d’amore.

Disperazione erotica

Ci siamo poi soffermate sul rapporto con il pubblico e di quanto risulti, a volte, ancora difficile parlare di eros se hai una voce femminile. È come se, nel luogo comune, fosse ancora ostico dichiarare liberamente l’aspetto puramente sessuale della propria arte e del proprio romanticismo solo perché si è delle donne. Eppure queste due artiste hanno fatto luce sul fatto che le donne, esattamente al pari degli uomini, in un contesto di totalità umana, necessitano esprimere il lato più “sporco” dell’amore, quello più terreno e sostanzialmente legato alla carne e che per gli ascoltatori questo rappresenta ancora una sorta di “novità”. Ma la musica, in questo senso, aiuta ad allargare gli orizzonti e a superare delle differenze che, ormai, puzzano di naftalina come un vecchio cappotto dimenticato nell’armadio.

La musica e il suo potere totalizzante

E se le donne, fino a qualche decennio fa, sono state per lo più delle eccellenti interpreti di testi e musiche create dagli uomini, accogliendo come in atto riproduttivo, un’azione tutta maschile, oggi si definiscono molto più chiaramente come cantautrici e creatrici elle stesse di prodotti artistici che parlano una lingua diversa, quella della totalità delle intenzioni e della bellezza totale di aspetti della vita umana, proprio come l’eros.

E lo fanno in una maniera elegante, a tratti impertinente, ma che riesce sempre ad abbracciare ogni situazione, senza mai imporsi con violenza, come farebbe il peggiore degli uomini degli anni Sessanta, ma cercando nuove vie di comunicazione e un nuovo modo per dire che ci siamo anche noi, siamo qui, sentiamo e proviamo le stesse cose, perché prima di essere donne siamo esseri umani e come tali vogliamo fare arte, tutto qua.

 


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Antonella D'Eri Viesti
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