«Matrigna»: il ritorno in grande stile di Teresa Ciabatti

Alla fine del mese scorso, il sito di letteratura Lo Sbuffo ha pubblicato la lista dei venti libri italiani più importanti del 2018. Tra questi, non si può non citare La ragazza con la Leica di Helena Janeczek, vincitore del Premio Strega, e Le assaggiatrici di Rosella Postorino, che si è aggiudicato l’ultimo Premio Campiello.

Nella lista de Lo Sbuffo compare anche il libro di un’autrice che per anni era finita nel dimenticatoio: stiamo parlando di Matrigna (acquista) di Teresa Ciabatti. La scrittrice toscana era tornata a far parlare di sé l’anno scorso, quando il suo La più amata era stato finalista al Premio Strega (poi andato a Le otto montagne di Paolo Cognetti).

La rivincita di una voce sottovalutata

Quella di Teresa Ciabatti, che ha esordito nel 2002 con il romanzo Adelmo, torna da me, non è stata a suo dire una carriera particolarmente brillante. Proprio ne La più amata, l’autrice scriveva:

«Libera di fare la scrittrice a tempo pieno senza nessuno che mi dica che non è un mestiere, almeno al mio livello. Il mio livello sono quattro romanzi di nessun successo e sei film, tre dei quali mi rifiuto di metterli nel curriculum […] Sono una fallita di mezza età con una prospettiva di successo che diminuisce di anno in anno, ce la farò – a trentun anni – ho ancora qualche possibilità – mi rincuoro a quaranta – non ce la farò mai – mi arrendo a quarantaquattro, riscopritemi postuma.»

Con La più amata, invece, Teresa Ciabatti conosce a quarantacinque anni la gloria e l’apprezzamento da parte di pubblico e critica. Al punto che, poco prima dell’uscita di Matrigna, qualcuno si era chiesto come sarebbe stato questo nuovo romanzo. Che l’autrice avesse dato tutto con La più amata e il suo talento fosse di nuovo sfiorito? C’era questo timore.

Teresa Ciabatti matrigna
Foto da letteratura.rai.it

Storia della meno amata

Noemi, protagonista di Matrigna, si presenta fin da subito come “la meno amata”, forse una risposta a Teresa ne La più amata. La meno amata rispetto al fratellino Andrea, il prediletto della madre. Il bimbo viene rapito a soli sei anni, lasciando la sorella in preda a sentimenti contrastanti e inconfessabili: si può essere tristi per la scomparsa (la morte?) del fratellino, e nel contempo sentirsi sollevati per lo stesso motivo?

Per anni, Noemi accantona questo dolore, come se prolungasse a tempo indeterminato la fase della negazione nell’elaborazione del lutto. Si laurea, diventa una traduttrice dal tedesco, convive con un uomo. Vive distante dal suo passato, senza alcuna intenzione di tornare.

È obbligata a fare i conti con la sua infanzia quando riceve una telefonata e scopre che la madre, ormai anziana, è stata ricoverata. E, all’arrivo in ospedale, una sorpresa molto insolita attende Noemi: sua madre non è la donna triste e dimessa che ricordava, bensì una persona ai limiti del frivolo, sempre affiancata da un misterioso ragazzo, Luca. Chi è davvero questo Luca? Come ha fatto a far tornare un’esagerata voglia di vivere alla madre di Noemi?

La conferma di un talento tardivo

Con le sue 205 pagine, Matrigna è stato una conferma del talento (sbocciato tardivamente) di Teresa Ciabatti. Chi ha apprezzato La più amata ritroverà alcune caratteristiche tipiche della produzione di questa autrice, come la presenza di un genitore controverso (ne La più amata il padre, qui la madre) e di una protagonista fragile, insicura, che deve fare i conti con il proprio passato. Anche lo stile, nervoso, pieno di frasi nominali, è quello cui Teresa Ciabatti ci ha abituati.

Gli otto autori che hanno preso parte al romanzo a staffetta su La Lettura: dall’alto a sinistra, in senso orario: Sandro Veronesi, Silvia Avallone, Marco Missiroli, Fabio Genovesi, Emanuele Trevi, Teresa Ciabatti, Mauro Covacich e Maurizio De Giovanni. Da: corriere.it

Con Matrigna e l’esperienza positiva del romanzo a staffetta pubblicato fra luglio e ottobre 2018 su La Lettura, a cui Teresa Ciabatti aveva preso parte insieme ad altri sette colleghi, scopriamo che questa autrice non ha niente da invidiare a nessuno quando si parla di fiction, sebbene forse il momento più alto della sua carriera sia stato toccato proprio con l’autobiografico La più amata. Ma, in fondo, non è poi detto. Quel che è certo è che la profezia di Teresa Ciabatti si è rivelata sbagliata: non dovremo riscoprirla postuma.

Francesca Cerutti

Classe 1997, laureata a pieni voti assoluti in Scienze Linguistiche e specializzanda in Traduzione. Innamorata della letteratura e dell’arte. Sempre alla ricerca di storie che meritino di essere raccontate.
Francesca Cerutti
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