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La Basilica di San Zeno a Verona e il portale “illustrato”

Uno straordinario esempio di arte romanica

6 minuti di lettura

Uno dei più straordinari esempi di romanico lombardo-padano è la Basilica di San Zeno, detta anche Chiesa di San Zenone, situata nell’omonimo quartiere di Verona. L’edificio, innalzato agli inizi del IX secolo e ricostruito nel XII a seguito dei danneggiamenti provocati dalle invasioni barbariche e poi da un terremoto, sorge sui resti di una chiesa di origine paleocristiana risalente al IV secolo, edificata nel luogo di sepoltura di San Zeno, ottavo vescovo di Verona nonché patrono della città, morto intorno al 380.

Tra gli elementi di maggiore interesse storico e architettonico della Basilica di San Zeno a Verona vi è il portale d’accesso, inquadrato da un elegante protiro a baldacchino, quest’ultimo realizzato nel XII secolo dal maestro Niccolò, uno dei più importanti esponenti della scultura romanica, attestato nel Nord Italia tra il 1122 e il 1139 grazie alle iscrizioni riportanti la sua firma nella forma latina Nicholaus, presenti, oltre che nel portale di San Zeno, in altri tre capolavori dell’arte romanica: il portale dello Zodiaco della Sacra di San Michele in Val di Susa, il portale della Cattedrale di Ferrara e il portale del duomo di Verona.

I battenti bronzei del portale di San Zeno a Verona

Il portale della Basilica di San Zeno, costituente il principale ingresso alla chiesa, presenta due battenti costituiti da 48 formelle bronzee, 24 per ciascuna anta, affiancate da altre formelle di minori dimensioni.  Realizzate da diversi maestri fonditori con l’antichissima tecnica della fusione a cera persa, tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII, le formelle costituiscono dei piccoli capolavori artistici, nonché delle vere e proprie icone culturali della città.

Le formelle più grandi (56 x 52 cm) raffigurano immagini neo e vetero-testamentarie, fatta eccezione per 4 formelle raffiguranti scene della vita di San Zeno, mentre in quelle minori sono rappresentate figure di santi, figure storiche e allegorie delle virtù teologali.

 Basilica di San Zeno
Formelle bronzee del portale di San Zeno a Verona.
Da Wikipedia.org

Ciò che rende un unicum la porta bronzea di San Zeno, oggetto di studio anche a livello internazionale, è la sua funzione di biblia pauperum, ovvero di bibbia visiva per il popolo analfabeta, che veniva edotto mediante racconto per immagini.

Altra caratteristica peculiare è la disomogeneità iconografica e stilistica delle formelle, che ha portato gli studiosi a individuare la presenza di tre diversi ateliers che avrebbero lavorato alla porta, lontani tra loro stilisticamente e cronologicamente.  In virtù di tale disomogeneità il giudizio sulla qualità estetica delle formelle fu spesso impietoso, al punto che il Maffei arrivò a definirle «fantocci strani di maniera affatto barbara» e Venturi addirittura le paragonò al «regno delle scimmie».

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Le formelle più antiche mostrano caratteristiche tipiche dell’architettura del Nord Italia, e furono probabilmente fuse in Sassonia. Inizialmente datate all’XI secolo, oggi la critica propende per una datazione risalente al 1118, ovvero all’epoca tardo-wiligelmica, in virtù della somiglianza con un gruppo scultoreo del Duomo di Modena.

Le formelle raffiguranti l’agiografia di San Zeno, sarebbero invece le più recenti, per via del carattere gotico, e sono state attribuite al cosiddetto “Terzo Maestro“, da alcuni identificato con lo sculture Briotolo.

Il protiro

Il protiro che inquadra il portale è sostenuto da colonne poggianti su leoni stilofori e presenta all’interno una lunetta policroma con il celebre rilievo realizzato da Niccolò,  scultore formatosi presso la scuola di Wiligelmo, noto per la drammaticità e l’immediatezza espressiva dei suoi lavori. Al centro del rilievo campeggia la figura di san Zeno, affiancato a sinistra dai pedites (fanti), rappresentati il popolo, e a destra dagli equites (cavalieri) rappresentanti la nobiltà, nell’atto di impartire loro la benedizione. Questa raffigurazione è particolarmente significativa dal punto di vista storico, in quanto vi si può leggere la nascita del Comune di Verona (1136), chiaramente evocato dallo stendardo sorretto dai pedites.

 Basilica di San Zeno
Protiro di San Zeno con lunetta di Niccolò. Da wikipedia. org

Al di sotto della lunetta sono rappresentati i miracoli di San Zeno, mentre ai lati delle mensole che sorreggono l’arco del protiro trova spazio la raffigurazione dei dodici mesi dell’anno attraverso i mestieri correlati.

Nel protiro converge dunque un repertorio iconografico inedito, caratterizzato dalla fusione di temi religiosi legati alla vita del santo, eventi politici relativi alla nascita del comune, ed elementi profani rappresentati dai mesi e dai mestieri, in linea con il linguaggio strutturale dei portali d’ingresso delle chiese medioevali che riflette la nuova funzione simbolica, religiosa e civile che questi assumono in età romanica, con finalità didattica rivolta al popolo.

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Arianna Trombaccia

Romana, classe 1996, laureata in Studi Storico-artistici presso l’Università La Sapienza, attualmente iscritta al corso di laurea magistrale in Storia dell’arte. Appassionata di scrittura creativa, è stata tre volte finalista al Premio letterario Chiara Giovani. Lettrice onnivora e viaggiatrice irrequieta, la sua esistenza è scandita dai film di Woody Allen, dalle canzoni di Francesco Guccini e dalla ricerca di atmosfere gotiche.

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